San Pietro in Campagna

La chiesa. È la più antica chiesa di Luino, come attesta il raffinato ed elegante campanile romanico che, per raffronto con coevi esemplari d’area comasca e ticinese, è datato dagli storici dell’arte medievale al 1050-1075. La chiesa, invece, fu rinnovata alla metà del Seicento con impianto a tre navate e con motivi ornamentali (decori in stucco sulla volta e nell’abside; capitelli in pietra di Saltrio) che, per raffronto con le decorazioni della chiesa di S. Giuseppe (1665; vedi), parrebbe da riferire all’opera dell’architetto milanese Gerolamo Quadrio, anche capo della Fabbrica del Duomo di Milano. Fu l’antica parrocchiale del paese sino a quando, alla fine del ’500 e per ordine di san Carlo Borromeo, fu costruita una chiesa apposita nel centro dell’abitato (vedi). S. Pietro “in campanea”, infatti, si trovava molto distante rispetto al nucleo storico di Luino (da qui la denominazione popolare) in luogo da sempre destinato alla sepoltura dei morti e in posizione tale da servire alle frazioni un tempo prive di chiesa e di sede parrocchiale (Creva, Motte; vedi itinerario: Le frazioni).
L’opera d’arte. Nell’interno, di chiaro sapore seicentesco, s’ammirano diversi cicli d’affreschi, tutti sulla parete della navata destra entrando ad eccezione di uno (Consegna delle chiavi a san Pietro) collocato nell’abside. Celebre è il ciclo cinquecentesco nella parete dell’ultima campata della navata destra, un tempo cappella autonoma. Vi sono rappresentati: in basso, un’Adorazione dei magi; in alto, nella lunetta, due santi in conversazione, forse sant’Ambrogio e sant’Agostino, coeve presenze spirituali nella Milano del V secolo. Questi affreschi furono oggetto di notevole attenzione nei secoli (almeno dal 1710), sino a quando, agli inizi del XX secolo, il noto storico dell’arte Bernard Berenson li attribuì alla mano di Bernardino Luini, seguace di Leonardo a lungo ritenuto nativo di Luino e, oggi, definitivamente associato al casato della famiglia Scappi di Dumenza (dove sarebbe nato intorno al 1480; morì probabilmente a Milano entro il luglio del 1532). Oggi la critica ritiene gli affreschi una derivazione da qualche originale perduto di Bramantino; e ciò per via del rinvenimento, nella chiesa di San Siro a Lanzo d’Intelvi, di un partito affrescato del tutto identico.
Curiosità. Presso l’Adorazione dei Magi, sulla parete di fondo della medesima navata e entro un sontuoso altare della metà del XVII sec., un ingenuo affresco raffigurante una Natività è stato oggetto, per secoli, di spontanea e sentita devozione popolare. Ai suoi piedi riposano le spoglie del beato Jacopino da Luino, fondatore, alla fine del XV sec., della chiesa e del convento del Carmine (vedi). Si vuole che, nel folto gruppo che assiste al miracolo della Natività nell’affresco dell’Adorazione dei Magi vi sia effigiato il suo unico ritratto.

Fonte: http://www.comune.luino.va.it/turismoecultura/%7C%7C%7C%7CChieseequadri/tabid/620/language/it-IT/Default.aspx

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