La Prepositurale

La chiesa. Quando san Carlo ordinò il trasferimento della sede parrocchiale dall’antica chiesa di San Pietro “in campanea” al centro del paese, lo stesso fece in modo di ingaggiare uno dei principali architetti dell’epoca per produrre un disegno saldo e sicuro: Pellegrino Tibaldi. Di quella chiesa, ricca e ornata, non rimane nulla perché, nel 1836, divenuta Luino a capo di vicariato (in precedenza la sede vicariale era centrata, da secoli, nella pieve di Bedero, in comune di Brezzo di Bedero), si decise per una ricostruzione integrale. Fu ingaggiato un architetto di buone capacità, proveniente dalla vicina Val Veddasca (ora comune di Maccagno con Pino e Veddasca): Natale Pugnetti. Il nuovo edificio sacro, di linee tardo neoclassiche, ampio e luminoso, fu ultimato nel 1840 circa. Alcune opere furono recuperate dalla chiesa cinque/seicentesca demolita: l’altare maggiore, in marmi policromi, è settecentesco; seicentesche sono le statue nella cappella sinistra, ai lati dell’altare ai piedi del quale si conservano le spoglie di san Felicissimo martire, trasportato a Luino dalla chiesa di S. Fedele a Milano per ordine del card. Schuster negli Anni trenta del Novecento. Pregevole è la tela con Madonna del Carmine e i ss. Francesco e Giovanni Battista (1647). Di nota anche i quattro Evangelisti nei pennacchi della cupola: sono opera del 1863 del pittore Raffaele Casnedi, cattedratico a Brera e originario di Runo (oggi comune di Dumenza). Casnedi fu pittore di vaglia in Milano: suo il cartone per uno dei mosaici che ancora ornano l’ottagono della Galleria Vittorio Emanuele a Milano. L’organo è dei primi anni del Novecento; fu installato dalla ditta Mascioni di Cuvio.


L’opera d’arte.
 La tela con Madonna del Carmine e i ss. Francesco e Giovanni Battista fu commissionata nel 1647 a Giovanni Battista discepoli detto ‘lo zoppo di Lugano’ e ben s’iscrive nel catalogo nel pittore luganese, studiato in anni recenti e oggetto di mostre monografiche. La commessa proveniva da Giovanni Battista Rossi che voleva così onorare l’altare di S. Francesco esistente nella parrocchiale di Luino prima delle riforme ottocentesche. Il titolo dell’altare reiterava quello dell’antica chiesa privata dei Luini-Rossi che, un tempo, si elevava nell’omonima piazza a monte del centro storico di Luino, nucleo tra i più antichi della città.


Curiosità.
 Natale Pugnetti fu singolare personalità: pochi anni dopo l’impegnativo cantiere per la riedificazione della parrocchiale, aderì con entusiasmo ai moti di liberazione del 1848 e partecipò alla battaglia di Luino del 15 agosto di quell’anno, a fianco di Giuseppe Garibaldi che, fresco di ritorno dall’America meridionale, avviò a Luino un primo tentativo insurrezionale (a ricordo rimane il monumento all’Eroe dei due mondi sul lungolago). Ritornati gli Austriaci, Pugnetti dovette riparare in Svizzera dove divenne stimato docente nella scuola di disegno fondata dall’architetto Luigi Canonica a Tesserete (presso Lugano). Morì in esilio nel 1871 ed è ricordato in tutte le edizioni del Dizionario biografico degli Svizzeri.

Fonte: http://www.comune.luino.va.it/turismoecultura/%7C%7C%7C%7CChieseequadri/tabid/620/language/it-IT/Default.aspx

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