Veglia Pasquale, l’omelia di don Sergio

Abbiamo iniziato questa solenne Veglia pasquale con il rito della luce. Ieri abbiamo celebrato la Passione con il Vangelo che ricordava come la morte in croce di Gesù era stata avvolta dalle tenebre che coprivano tutta la terra. La morte di Gesù, che si era caricato tutto il male e il peccato degli uomini, è stata la negazione della Creazione, il dissolvimento del pensiero di Dio e del suo progetto d’amore sul mondo e sull’uomo e la donna, creati a immagine e somiglianza sua.

L’uccisione di Gesù, il Figlio di Dio, in cui si è rivelato l’uomo perfetto, è stata una sfida al disegno d’amore e di vita voluto da Dio all’origine. Per questo la liturgia ci ha messo in ascolto della parola di Dio iniziando con il brano della Genesi. In principio Dio creò la luce e separò la luce dalle tenebre vedendo che ciò che aveva fatto era cosa buona e anche nei giorni successivi, tutto quello che faceva era cosa buona, fino al sesto giorno, quando dopo avere creato l’uomo e la donna vide che era cosa molto buona.

Dio, dunque, ha creato tutto per bene, ma il male, il peccato, la sofferenza e la morte sono entrati nel mondo a causa del demonio, che ha sciupato l’opera meravigliosa di Dio. La storia della salvezza è stata un cammino progressivo di ri-creazione, che ha avuto il culmine nell’incarnazione, passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo.

Le parole dell’Angelo a Maria di Magdala e all’altra Maria, giunte al sepolcro sono l’annuncio che Dio, in Gesù, ha vinto sul peccato e sulla morte: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete” Ecco io ve l’ho detto”.

La forza dell’amore, del perdono, della verità, che Gesù aveva predicato e testimoniato hanno sconfitto ogni forma di male e così la vita ha trionfato sulla morte. Con la pasqua di Gesù è iniziata una nuova creazione. Il messaggio che ci è dato è quello di realizzarla e portarla alla pienezza.

Non siamo soli, Gesù è con noi, i suoi discepoli di allora lo avevano visto  risorto in Galilea e hanno potuto constatare che ciò che aveva predetto nella sua vita pubblica si era avverato. Ora tocca a noi continuare quest’opera di ricostruzione e sarà possibile se ci lasceremo guidare, se non faremo di testa nostra, se capiremo sempre più che siamo tutti creature e nessuno di noi è il creatore, se ci lasceremo convincere che solo l’amore, il perdono, la solidarietà, la verità costruiscono, e di ciò ce ne stiamo accorgendo in questo tempo.

Il rinnovo delle promesse battesimali, che fra poco faremo, ci ricorda che siamo già rinati a vita nuova, attraverso l’acqua e la Spirito di Gesù risorto e che la nostra vita è un cammino verso il compimento e la pienezza. Questa è la speranza cristiana che nasce dalla Pasqua: dobbiamo solo seguire la via tracciata da Gesù. Riprendiamo con gioia, da questa sera, il nostro cammino.

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