La bellezza del quotidiano vissuto bene

La proposta pastorale del nostro Arcivescovo per questo anno, dà delle indicazioni per vivere bene il tempo dopo Natale, fissando l’attenzione su Gesù negli anni in cui il Vangelo non dice niente di Lui. Il nostro Vescovo lo chiama “tempo di Nazaret, tempo di apprendistato alla vita adulta”.

In occasione della festa della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, che celebriamo questa domenica, questa indicazione può essere utile per una riflessione sulle nostre famiglie, dove, come a Nazaret, è possibile vivere la bellezza del quotidiano vissuto bene. Ciò significa una normalità dei giorni in cui si intrecciano gioie, fatiche, lavoro, riposo, condivisione di esperienze, preghiera personale e familiare, segno di una fede, che nasce dalla Parola ascoltata e praticata, segno di un quotidiano vissuto.

La Festa della Famiglia diventa l’occasione per riprendere in considerazione lo stile che proviene dai giorni trascorsi da Gesù a Nazaret e che lo hanno proiettato nella vita pubblica, dove si è speso totalmente per la salvezza di tutti e dove l’educazione umana e religiosa ricevuta ha caratterizzato le sue scelte. Famiglia idilliaca quella di Nazaret? No, famiglia normale! Ma con una grande fiducia in Dio, nella sua Parola, nella sua provvidenza, pronta ad accogliere le realtà quotidiane, in obbedienza alla volontà divina in vista di un bene presente o futuro che supera ogni nostra aspettativa.

Bella mi sembra l’espressione del nostro Vescovo, quando parla di Nazaret, come tempo di “apprendistato alla vita adulta”, perché mi sembra che, spesso, i nostri ragazzi/e saltino le tappe della loro crescita, illudendosi di vivere da adulti, ma senza preparazione, con il rischio di fallimenti e frustrazioni devastanti. La vita familiare è una palestra indispensabile, dove ci si allena al dialogo, al rispetto reciproco, alla capacità di vivere gli affetti, alla misericordia e al perdono, alla valorizzazione delle doti di ciascuno, alla condivisione, alla solidarietà, all’aiuto reciproco, alla scoperta della preziosità della vita dall’inizio sino alla fine. L’umanità e la spiritualità di ciascuno non si improvvisano, ma richiedono una crescita progressiva, un apprendistato, in cui la famiglia ha un ruolo preponderante e decisivo.

Se ci pensiamo bene, la crisi della nostra società è dovuta alla crisi di tante
famiglie, che non sono più in grado di aiutare a fare maturare uomini e donne responsabili e coraggiosi nelle loro scelte. Il mio non è un giudizio spietato, ma una constatazione, che vuole incoraggiare le nostre famiglie a ritrovare la propria identità e il proprio ruolo dentro la Chiesa e la Società.

don Sergio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...