Amati con il Figlio amato

La domenica dopo l’Epifania la Chiesa celebra la festa del Battesimo di Gesù, una nuova manifestazione di Gesù all’umanità, avvenuta presso il Giordano e con l’intervento stesso di Dio, il quale lo presenta con le seguenti parole: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”.

Quello del Battesimo, è il primo atto pubblico di Gesù il quale svela, in qualche modo, la sua missione nel mondo e il significato della sua
incarnazione. Molti andavano al Giordano a farsi battezzare da Giovanni Battista confessando i loro peccati. Era un battesimo di purificazione, perché molti desideravano cambiare vita, convertirsi dai propri peccati. Gesù, però, si reca al Giordano non come peccatore, infatti, egli è il Figlio di Dio, senza peccato, che vuole conoscere le vicende umane da vicino per condurre gli uomini sulle vie del bene. A me piace molto la scena del Giordano, perché vedo Gesù vicino all’uomo di sempre, al quale sembra volere dire: “Ti sono vicino e comprendo la tua situazione”. Gesù, in questo modo si fa solidale con l’uomo e nello stesso tempo apre vie nuove di salvezza, indicandole all’uomo attraverso la sua vita e la sua parola.

Abbiamo celebrato il Natale contemplando Gesù nella sua incarnazione, in questo suo entrare nella vita degli uomini condividendone gioie, dolori, fatiche e speranze. Pur mantenendo la divinità, la sua umanità è sorprendente e ci consola nelle nostre vicende di debolezza e di fragilità, poiché ci sentiamo capiti e amati. Se pensiamo, poi, che, ricevendo il Battesimo, noi veniamo inseriti nella vita di Cristo, che è l’amato dal Padre, possiamo davvero essere certi che in Lui, anche noi siamo amati. Dio ci ama, dunque, nel Figlio amato e nel quale “ha posto il suo compiacimento”.

Per tale motivo è necessario che noi ricordiamo il nostro battesimo, che lo riviviamo spesso, così da non cadere nella tentazione di sentirci
abbandonati da Dio, poiché ciò non è affatto vero. Dio ci ama continuamente nel Figlio suo Gesù e non può farne a meno, in quanto ha
scelto Lui per offrire a noi la salvezza. Fare memoria del proprio Battesimo è cosa utile per vivere sempre meglio la nostra figliolanza divina sullo stile di Gesù, che si è fatto nostro modello. Il guaio è che spesso si rischia di vivere dimenticandosi di essere figli di Dio o come se il battesimo fosse qualcosa legato al momento dell’infanzia. Io dico sempre ai genitori che chiedono il battesimo per i propri figli che questo sacramento lo si riceve da piccoli per viverlo da grandi, quando si scopre a poco a poco che il legame con Gesù dà uno stile particolare alla vita e la modella giorno dopo giorno, così che senza dire di essere cristiani, chi ci sta attorno lo capisce dal nostro modo di essere.

All’inizio di questo nuovo anno auguro a ciascuno di voi di potere gioire del vostro essere cristiani e della vostra appartenenza alla famiglia dei figli di Dio e nello stesso tempo chiedo un impegno nella preghiera per coloro che, a causa di Gesù, stanno soffrendo persecuzioni, violenze e ingiustizie.

don Sergio

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