Gesù insegna che vale la pena vivere

Con questa domenica entriamo nel mese di dicembre, che ha come punto focale di attrazione la festa del S. Natale, tanto cara ai bambini, ma ancora di più, per la sua forza evocativa e spirituale, dovrebbe esserlo per i grandi, perché la venuta nel mondo di Gesù, il Figlio di Dio, rivela la grande attenzione che il Creatore ha per l’uomo. In questa luce è necessario incontrare Gesù e conoscerlo nella sua umanità e divinità, perché in Lui scopriamo la vera e autentica verità sull’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, di cui Gesù è modello.

L’incontro con Gesù porta a testimoniarlo per ciò che Egli è realmente, come hanno fatto i discepoli di Giovanni Battista, inviati da Gesù per chiedergli “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. La risposta di Gesù è chiara: “Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete”, invitandoli a testimoniare la concretezza di gesti e di parole di salvezza, che avevano visto e udito loro stessi.

La Parola di Dio di questa 3^ domenica di Avvento è carica di grande entusiasmo, perché fa percepire che le promesse di Dio al suo popolo Israele, in Gesù, si sono adempiute, perché la possibilità di un mondo rinnovato e salvato c’è. Lo stile di vita e il senso delle cose presentati da Gesù sono dati a noi come criteri per costruire relazioni autentiche, aperte a realizzare il mondo nuovo auspicato da tutti e chiamato da Gesù il “Regno di Dio”, iniziato, ma non ancora totalmente compiuto. Comprendiamo, così, perché il nostro è il tempo dell’attesa, del ritorno finale di Gesù sulla terra; tempo di responsabilità e di missione, perché tutti sappiano che è data una salvezza, un riscatto da tutte le miserie umane fisiche e spirituali.

Il nostro è davvero un tempo di grazia in quanto, esercitando la nostra libertà, abbiamo davanti la possibilità di diventare creature nuove e di aiutare altri a scoprire la bellezza della vita, segnata dalla presenza del Signore Gesù, che rivela il volto del nostro Dio misericordioso e grande nell’amore, che ha a cuore la pienezza di vita di tutti i suoi figli. La cosa meravigliosa è il fatto che Dio non ci tratta da burattini, ma da veri figli, di cui ha un rispetto straordinario, tanto da affidarci, secondo la vocazione di ciascuno, compiti di responsabilità nel mondo. Egli si fida di noi, conta su di noi, facendoci collaboratori nell’opera della creazione e profeti del mondo nuovo. Penso che questo sia molto bello, perché godere della stima di Dio ci esorta a sfruttare tutte le nostre risorse umane e spirituali in ciò che realmente vale, evitando di disperderci in tutto ciò che è vano e inutile.

La nostra vita di fede, rispetto a coloro che sono vissuti nell’Antico Testamento è avvalorata dal Mistero della Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di Cristo, che ci apre ad una visione eterna della storia, in cui nulla è perduto e tutto è chiamato a salvezza. Questo ci assicura che vale la pena vivere, sempre e nonostante tutto.

don Sergio

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