Lasciamoci evangelizzare dai poveri per custodire la casa comune

Celebriamo questa domenica, nel rito ambrosiano, la Festa di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, che conclude l’Anno liturgico e infatti, domenica prossima ne inizieremo uno nuovo con la prima domenica di Avvento.

Bene si inseriscono in questa festa due ricorrenze: la Giornata mondiale dei poveri e la Giornata diocesana della Caritas, che trovano uno spunto profondo di riflessione nella pagina evangelica di Matteo, con la parabola del Giudizio universale, dove tutti saremo giudicati sull’amore concreto agli affamati, agli assetati, agli stranieri, a coloro che non hanno di che vestire, ai malati, ai carcerati. L’attenzione e l’amore dati a loro sono dati a Gesù stesso, questo è il nocciolo della parabola, che ci chiede di riprodurre nella nostra vita l’amore di Dio, che nel suo Figlio Gesù si è rivelato, continuando così l’opera della creazione, mirabilmente iniziata da Colui che è il Signore di tutte le cose.

Nel messaggio per la Giornata mondiale dei poveri Papa Francesco scrive a questo proposito: “Sfuggire da questa identificazione equivale a mistificare il Vangelo e annacquare la rivelazione. Il Dio che Gesù ha voluto rivelare è questo: un Padre generoso, misericordioso, inesauribile nella sua bontà e grazia, che dona speranza soprattutto a quanti sono delusi e privi di futuro”.
La Lettera Pastorale del nostro Arcivescovo, nella sua introduzione, ci invita “a crescere nel pieno discernimento per riconoscere l’opera di Dio, accoglierne la grazia e diventarne collaboratori… Siamo una presenza operosa, intraprendente, affidabile per molti servizi e generosa nel raccogliere le sfide del momento presente. Questo può dire una profonda simpatia per questo tempo e una disponibilità abituale alla solidarietà intelligente e lungimirante… Lo Spirito rende attenti e pronti a trasformare ogni situazione in occasione…”.

Grazie alla presenza di Caritas in ogni situazione del tempo vissuto da ogni persona, vogliamo con fermezza, incontrare i poveri e lasciarci “educare” da loro per amare e curare la nostra casa comune. Tutto questo cercano di vivere i volontari anche della nostra Caritas cittadina, al contatto con povertà economiche, ma anche umane, dove i contesti sociali e familiari, sono spesso privi della gioia dell’amore, delle relazioni serene e costruttive.
Nella Giornata diocesana della Caritas vogliamo ringraziare e incoraggiare tutti i volontari della nostra Caritas cittadina accogliendo le parole di Papa Francesco a proposito della vera carità: “La carità è l’abbraccio di Dio nostro Padre ad ogni uomo, in modo particolare agli ultimi e ai sofferenti, i quali occupano nel suo cuore un posto preferenziale. Se guardassimo alla carità come a una prestazione, la Chiesa diventerebbe un’agenzia umanitaria e il servizio della carità un suo “reparto logistico”. Ma la Chiesa non è nulla di tutto questo, è qualcosa di diverso e di molto più grande: è, in Cristo, il segno e lo strumento dell’amore di Dio per l’umanità e per tutto il creato, nostra casa comune.” (dal discorso ai partecipanti all’incontro promosso da Caritas Internazionalis lo scorso maggio).

Con umiltà lasciamoci educare dalle situazioni di povertà che incontriamo quotidianamente, senza la paura di relazionarci e magari di coinvolgerci un pochino.

don Sergio

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