Battezzati, confermati e inviati

Sabato 5 ottobre i ragazzi delle nostre Parrocchie hanno ricevuto il Sacramento della Cresima, terminando il cammino dell’iniziazione cristiana, ma ora si apre per loro una nuova fase della loro vita di fede, che chiede un inserimento progressivo nella comunità, valorizzando i doni particolari che lo Spirito suscita nei loro cuori perché crescendo comprendano che i discepoli di Cristo sono degli inviati nel mondo ad annunciare la sua salvezza.

Ma ciò significa approfondire sempre più il rapporto personale con Cristo, che non può prescindere da una esperienza comunitaria, perché è Cristo stesso che lo chiede: “che siano una sola cosa” e ciò vuol dire partecipazione all’Eucaristia domenicale e vita fraterna, imparando ad accogliersi gli uni gli altri, come Cristo ci ha insegnato. Proprio su questo punto ci viene incontro la Parola di Dio di questa domenica, incentrata sul tema dell’ospitalità e dell’accoglienza dell’altro, sullo stile di Gesù, che non ha fatto preferenza di persone e si è reso prossimo di ogni uomo incontrato sulla sua strada, donando tutto se stesso. Gesù ci ha insegnato a vivere l’amore fraterno e gratuito, teso a riconoscere il bisogno dell’altro, senza la paura di perdere qualcosa che ci appartiene, sapendo che Dio è provvidente.

La cultura attuale spinge, invece, in altra direzione, chiudendo la porta e il cuore a molti per il timore di perdere quello che si possiede. Quanto è diversa tale cultura da quella contadina, dove nelle case, a tavola, c’era sempre un posto preparato in più per un eventuale ospite, povero o ricco che fosse; dove si diceva che “quello che esce dalla porta entra dalla finestra”. Abbiamo tutti bisogno di recuperare il concetto di provvidenza, che nasce dalla fede in un Dio che è amore e che per noi ha creato ciò che è necessario per vivere. Tanti esempi di santi o di cristiani che abbiamo conosciuto, sono stati fiduciosi nell’intervento della provvidenza. A noi è chiesto di confidare maggiormente nel Signore, poiché solo in questo modo saremo in grado di aprire il nostro cuore a chiunque ci domanda anche solo un bicchiere d’acqua.

Nel Vangelo Gesù ci ricorda che “Chiunque avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”. Nel nostro mondo contemporaneo sono molti e diversi i tipi di accoglienza e di ospitalità che vengono richiesti, ma quello che diventa necessario è accorgersi del bisogno della persona per poterlo leggere nella sua complessità e, avendo sempre chiara la visione della persona, nella sua interezza, capire quale tipo di intervento è necessario per alleviare le sofferenze di chi ci interpella.

Il mese missionario, che abbiamo iniziato, ha come tema “Battezzati e inviati” ad annunciare Cristo e la vita divina che nasce dall’incontro con Lui, comprendendo che questo “non è un prodotto da vendere, ma una ricchezza da donare, da comunicare, da annunciare” (Papa Francesco). Infatti uno dei bisogni primari è conoscere il Dio sconosciuto che popoli e culture hanno ricercato per secoli e che molti uomini e donne ancora oggi consapevolmente o no ricercano come desiderio profondo dell’anima.

don Sergio

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