Impariamo da Gesù a pregare

L’icona della Trasfigurazione, che ci sta accompagnando in queste settimane di Quaresima, vede centrale la persona di Gesù splendente, inserita dentro il cosmo in modo perfetto, poiché Egli è il re dell’universo, che guida i credenti verso la Patria del Cielo, dove, Lui risorto ci accoglierà. È bello contemplare questa parte dell’icona nella domenica in cui il Vangelo ci narra del miracolo della risurrezione di Lazzaro, segno della potenza di Dio sulla morte e preludio alla Pasqua di Gesù, il quale aveva proclamato a Marta: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”. A noi è chiesto di credere nella forza vivificante dello Spirito che prega in Gesù, il quale trova nella paternità di Dio la sicurezza di un amore che supera ogni barriera e addirittura la morte, tanto da fargli pronunciare davanti alla tomba di Lazzaro parole che tutti potevano ascoltare: “Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato”.

Restiamo stupiti da tanta fede, ma ci rendiamo conto che essa nasce da una relazione profonda che accomuna l’uomo Gesù al Padre che lo ha inviato nel mondo, ma è proprio nell’umanità di Gesù che noi siamo chiamati a verificare la nostra fede, spesso segnata dal dubbio, dall’incertezza, dal grigiore. Pregare con fede ci permette di affrontare con più serenità la nostra vita, scoprendo che alcuni limiti della nostra esistenza sono superabili se ci affidiamo a Colui che è l’Onnipotente. Dunque, anche i cedimenti dell’anima possono trovare il sostegno del Signore Dio lasciando spazio alla speranza e e ad una nuova fiducia nella vita. Mentre ci avviciniamo alla Settimana Santa, la liturgia di questa domenica ci sprona a condividere con Gesù le nostre domande, paure, speranze, come hanno fatto Marta e Maria, certi che con Lui possiamo confidarci esprimendo anche le nostre istintive delusioni: “Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!”.

Il desiderio di una vita rinnovata dalla grazia appare più realizzabile dopo avere sentito la parola autorevole di Gesù: “Lazzaro, vieni fuori”, perché capace di farci uscire dalla tomba delle nostre chiusure, limiti e peccati.

don Sergio

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