Dal segno alla pienezza

La settimana che si pone davanti a noi è caratterizzata da due avvenimenti importanti che di seguito presenterò. Dopo l’Epifania e il Battesimo al Giordano, la liturgia ci presenta un’altra manifestazione di Gesù, che diventa, nel Vangelo di Giovanni, “l’inizio dei segni compiuti da Gesù”; dove “egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in Lui” (Gv 2,11).

Quello dell’acqua mutata in vino è uno dei miracoli più conosciuti, ma è anche quello che orienta all’ora definitiva della sua vita, dove si sarebbero compiute le promesse di Dio, nel sacrificio della Croce, mistero di sofferenza e di gloria per la salvezza di tutti gli uomini. 
Il vino buono, che rappresenta l’abbondanza di grazia, dono dello Spirito di Gesù risorto, è ciò che desideriamo nel profondo del nostro cuore per colmare i vuoti di amore presenti nella nostra vita personale e nelle nostre relazioni. Non per nulla questo segno avviene durante un banchetto di nozze, situazione che dovrebbe rivelare l’entusiasmo dell’amore umano, rappresentato da un uomo e una donna che si promettono amore eterno.

Questo ci dice che il desiderio umano non sempre si realizza pienamente o ha bisogno di essere sostenuto da un amore più grande, appunto quello che Gesù, sposo, nutre nei confronti della Chiesa sua sposa, tanto da dare, per essa, la vita.
Eppure questa Chiesa amata, vive al suo interno una divisione, che fa soffrire Gesù, il quale aveva pregato il Padre, perché i suoi fossero “una cosa sola”. Noi sappiamo che, nel corso della storia, la Chiesa ha subito al suo interno delle divisioni, che non si sono ancora ricucite. Nell’ultimo secolo degli sforzi si sono fatti per cercare di ricucire gli strappi, ma ancora molta strada c’è da compiere.

L’appuntamento annuale della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani dal 18 al 25 gennaio è un momento forte, che va vissuto con molta fede. 
Il tema di quest’anno è “Cercate di essere veramente giusti” (Dt 16,18-20) e richiama il momento in cui gli Ebrei prima di entrare nella Terra Promessa sono invitati a rinnovare l’Alleanza con Dio avendo a cuore la giustizia. È importante anche per noi cristiani, impegnati a costruire il Regno di Dio, mentre preghiamo per l’unità come segno di grande testimonianza. Infatti, se rimaniamo nella nostra disunione, presto falliremo e non riusciremo ad essere segno dell’amore di Dio per il suo popolo. In passato l’ingiustizia ha alimentato le divisioni nella Chiesa, ma ora è necessario pentirci credendo nella potenza di Cristo che perdona e guarisce. Sarà questo il motivo del nostri ritrovarci a pregare insieme.

Verso la fine della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si svolgerà la XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù a Panama con la presenza di Papa Francesco. Vi invito a seguire questo evento cercando di trarre giusta speranza nel futuro, mentre guardiamo la forza entusiasmante che sanno trasmettere i giovani quando si lasciano coinvolgere da ciò che è bello e costruttivo. Il tema di questa Giornata prende spunto dalle parole della Vergine Maria all’arcangelo Gabriele: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). Sono parole che rivelano la fede profonda di Maria, la quale si abbandona al disegno del Signore su di lei, che per questo la rende capace di compiere cose meravigliose.
Preghiamo perché i giovani del mondo, nella ricerca della pienezza della vita si lascino guidare dalla parola del Signore, suscitando in loro la forza di essere presenza viva nella storia del mondo e della Chiesa.

don Sergio

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