Gesù è la bella notizia di Dio a tutti gli uomini

Il tempo di Avvento continua, nella nostra liturgia ambrosiana, ponendo l’attenzione al fatto che il Signore viene per salvare tutti gli uomini. Infatti, la sua venuta nel mondo vuole coinvolgere tutti i popoli della terra, per arricchirli della sua grazia. Bella è l’espressione di S. Paolo nella seconda lettura di questa domenica: “Fratelli, a me che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le imperscrutabili ricchezze di Cristo” (Ef 3,8).

Compito della Chiesa è preparare il cuore degli uomini alla venuta del Signore, così che possa essere riconosciuto e accolto da tutti.
Ricordo che la nostra Comunità Pastorale di Luino sta vivendo questo Avvento pensando ai Cinque Continenti in cammino verso la grotta di Betlemme, ciascuno con una propria personalità che li distingue e che ci può suggerire riflessioni e stimoli di crescita. Dopo l’America, che qui a Luino è rappresentata da circa 140 persone, questa domenica pensiamo all’Africa, che invece è presente nella nostra città con circa 240 persone. Quest’ultimo continente è la terra dove ebbe origine l’Homo sapiens ed è per noi occasione di riflessione sull’unicità della razza umana e sulle sue comuni origini.

Grande figura dell’Avvento, a questo proposito, è Giovanni Battista, che ha realizzato la sua vocazione di precursore del Signore, attualizzando le profezie antiche, che parlavano di “Voce di uno che grida nel deserto. Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri” (Mc 1,3).
Come il Battista, anche la Chiesa, oggi, si fa carico di preparare gli uomini all’incontro con il Signore, che non smette di visitare l’umanità portando i suoi doni di grazia. Essa lo fa invitando a vivere valori umani e spirituali, che affermano la dignità dell’uomo aprendolo all’incontro con il Signore.

Qualcuno si chiede se l’uomo abbia ancora bisogno di Dio ed io sono certo che la risposta è positiva. Basta guardarsi attorno per accorgersi che senza Dio l’uomo si abbruttisce e vive in un vuoto di ideali, che lo rendono apatico e triste o, in molti casi, in continua ricerca di una felicità, che risulta effimera.

Anche noi dobbiamo preparare il cuore all’incontro con il Signore Gesù, Dio della vita e della felicità vera, per rinnovare l’adesione a Lui, che, con il Battesimo, ci ha reso partecipi dei misteri profondi dell’esistenza.
Per questo motivo l’Avvento è tempo di grande speranza e di apertura ad una gioia che l’atmosfera del vero Natale trasmette. Tale atmosfera non è solo percepibile dalle realtà esteriori: musiche, addobbi, presepi, ma soprattutto da un cuore attento alla Parola di Dio e a tutti i richiami spirituali che in questo tempo la Chiesa ci comunica.

Conviene, dunque, approfittare delle proposte finalizzate a vivere il Natale cristiano, superando le pigrizie dello spirito che appiattiscono la vita e smorzano l’entusiasmo.
La meditazione della Parola di Dio, il silenzio, le responsabilità personali, portate avanti con serietà, favoriscono il clima vero per fare di questo tempo un tempo di grazia.

don Sergio

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