Verso Gerusalemme, città dell’incontro e della fraternità

Nella solennità di Cristo Re dell’Universo, che chiude l’anno liturgico, celebriamo la Giornata Diocesana Caritas e la Giornata Mondiale dei Poveri, quest’ultima voluta da Papa Francesco a conclusione dell’Anno della Misericordia. Il titolo di questa giornata vuole accompagnarci lungo il cammino che insieme percorreremo verso la città santa, la nuova Gerusalemme, la città dell’incontro con Dio e tra gli uomini, della fratellanza, dell’amicizia, della solidarietà. Un cammino con la Diocesi, già intrapreso e condiviso attraverso il Sinodo Minore.

La festa di Cristo Re ci porta ai piedi di Gesù crocifisso, così come ci è presentato nel Vangelo di Luca, sprigionando una forza d’amore unica e sbalorditiva. Infatti, alle parole del malfattore sulla croce che chiede a Gesù di ricordarlo nel suo regno, Egli risponde: “In verità io ti dico: oggi sarai con me nel paradiso” (Lc 23,43). Queste sono parole che esprimono la sua forza d’amore che penetra all’interno delle nostre vite in modo imprevedibile e continuativo. Come al tempo della passione del Signore Gesù, anche oggi c’è chi ha paura del crocifisso, perché esprime un amore tanto grande da diventare quasi incomprensibile, anche se tale amore comunque c’è ed è efficace per una moltitudine di uomini e di donne che da esso hanno attinto e continuano ad attingere la forza di amore, di misericordia, di perdono e di dono di sé.
Il modo di regnare di Gesù diventa modello per ogni governante poiché Egli non comanda e non proclama slogan che cercano di sedurre gli individui e le società con l’imposizione di poteri forti, prepotenti, facendo pensare che la soluzione dei mali che affliggono i popoli sia possibile attraverso anche l’uso della violenza, il disprezzo dell’avversario, l’esclusione di chi non si adegua, la promozione e la difesa ad ogni costo di interessi e privilegi ristretti, l’indifferenza per tutto ciò che non appartiene al proprio benessere o a quello che si ritiene essere dei “nostri”.

San Paolo, nella lettera ai Filippesi, ci invita ad avere “gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, il quale svuotò se stesso assumendo la condizione di servo”. Se c’è qualcosa di cui dobbiamo temere nel Crocifisso è il turbamento che esso provoca nelle coscienze di credenti e non credenti, incapaci spesso di mettersi in gioco specialmente quando ci si rende conto che se non lo si fa, si perdono le sfide dell’amore. La potenza del Crocifisso è disarmante perché spazza via ogni egoismo e incanala i cuori nel vortice di un amore che non ha confini e barriere, raggiungendo uomini di ogni razza, popolo, lingua e nazione. È davvero un amore universale, che non chiede nulla in cambio, ma è solo capace di donare. Un amore così non può fare paura, ma apre anche le coscienze di tutti ad un dinamismo straordinario di relazioni, di fraternità e di immenso perdono, specialmente dove gli odi e i particolarismi sembrano farla da padrone. Gesù sulla croce ce lo ha insegnato: è un amore senza misura, Egli ha dato tutto.

Sentiamoci vicini a tutti coloro che operano nel servizio ai poveri, in modo particolare alla Caritas di Luino, di cui si celebra questa domenica la Giornata Diocesana, e alle diverse associazioni attente ai poveri che operano nel nostro territorio, come la Conferenza San Vincenzo di Voldomino e la Croce Rossa. Vorrei invitare chi ha un po’ di tempo ad offrirlo per il servizio ai poveri: “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At. 20,35).

don Sergio

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