Un posto per tutti

La celebrazione di Tutti i Santi e la commemorazione dei defunti diventano ogni anno lo spunto per riflettere sulla nostra condizione umana e sull’esito del nostro cammino terreno. Siamo un popolo in cammino verso il Cielo dove tutti siamo invitati a partecipare alla gioia di Dio nell’immagine del banchetto, che più volte troviamo descritta sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento.
Ma proprio tutti? Sì, Dio non vuole escludere nessuno, ma lascia la libertà di accettare o rifiutare l’invito, come notiamo nella parabola di Luca di questa domenica.
Tutti, senza distinzione, anche le categorie di persone che secondo le etichette di pensiero e di appartenenza qualcuno escluderebbe. Nel mondo farisaico erano i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi e nel nostro tempo quelli che decidiamo noi essere non degni secondo i nostri schemi di valutazione.

La cosa che fa pensare è il fatto che già su questa terra avvenga il rifiuto nei confronti degli inviti di Dio, perché si ha altro da fare, sembra ci siano cose più importanti e così si perdono le occasioni per riconoscere la bontà di Dio e la sua presenza provvidente in ogni istante della vita.
L’egoismo e la presunzione umana portano all’esclusione della gioia e della condivisione di ciò che Dio ha creato per il bene di tutti, perché alcuni se ne sono fatti padroni o ritengono che altri non ne debbano godere, ma per il Regno dei Cieli non sarà così e allora avverrà il riscatto degli esclusi, che si troveranno a tavola senza l’umiliazione degli ultimi posti. Infatti la gioia eterna non ha gerarchie, né differenze di sesso o di nazionalità, ma è partecipazione all’amore di Dio, senza più il limite delle invidie, delle gelosie, o delle supremazie.

Utopia? No, solamente attuazione del progetto di Dio che in Gesù è stato iniziato e che trova già, anche se non totalmente, attuazione dove il messaggio evangelico viene ascoltato e vissuto nella logica della civiltà dell’amore, proclamata e desiderata da S. Paolo VI.

Il Sinodo minore “dalle genti”, portato avanti in questo anno nella nostra Diocesi e che si sta concludendo, potrà aiutarci a riflettere maggiormente sul tema della liturgia di questa domenica “partecipazione delle genti”.

don Sergio

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