Il grano cresce nonostante la zizzania

La canonizzazione di Paolo VI, di Mons. Oscar Romero e di don Francesco Spinelli ci danno conferma di una delle parabole che troviamo nel Vangelo di questa domenica, giorno in cui a questi tre uomini di Chiesa saranno riconosciute le virtù eroiche vissute durante la loro esistenza terrena.

La parabola del grano e della zizzania descrive la situazione di questo mondo in cui il Signore Dio pone l’uomo (il buon seme) che viene insidiato nella sua crescita dal male (la zizzania seminata dal diavolo), ma alla fine il male viene raccolto in fasci e bruciato, lasciando la bellezza del grano.

I santi sono i cristiani che hanno cercato di far maturare la loro vita puntando in alto, alla perfezione, sul modello dell’uomo Cristo e per fare ciò hanno dovuto lottare contro le forze del demonio.
Paolo VI è una figura straordinaria che invito tutti a riscoprire, perché è carica di un amore appassionato a Cristo, alla Chiesa e al mondo, rivelato nel suo ministero sacerdotale, episcopale e in ultimo nel suo pontificato.
La nostra Diocesi di Milano ha avuto la gioia di averlo come arcivescovo dal 1955 al 1963 e molti di noi hanno ricevuto da lui il sacramento della Cresima. La sua missione non è stata facile sia a Milano che a Roma, dove ha dovuto affrontare i problemi di un mondo che stava cambiando per il progresso scientifico e tecnologico, ma anche per una secolarizzazione tesa ad ostacolare la Chiesa nel suo compito di evangelizzazione e di promozione della vita umana.
I lavori del Concilio Vaticano II, le encicliche, le esortazioni apostoliche, le sue omelie, i suoi discorsi, i suoi viaggi apostolici esprimono la sua apertura al dialogo, alla pace, all’affermazione di una civiltà che ha come vertice l’amore, alla luce di Cristo, che Lui diceva essere per ciascuno “necessario”.

Mons. Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador, fu ucciso mentre celebrava l’Eucaristia il 24 marzo 1980 da coloro che non potevano tollerare la sua voce coraggiosa in difesa dei poveri. Mons. Romero era Vescovo di un Paese dominato da una dittatura militare e da una oligarchia economica incurante della povertà del popolo. Egli ascoltò il grido di coloro che soffrivano facendosi voce di chi non aveva voce e denunciò i soprusi e i delitti del regime fino al dono della vita.

Infine, don Francesco Spinelli, un sacerdote nato a Milano nel 1853 e morto nel 1913 a Rivolta d’Adda. Egli fu un grande apostolo dell’Eucaristia, fondando la congregazione delle Suore Adoratrici, alle quali raccomandò l’Adorazione come cuore della vita spirituale. Egli stesso sentiva che l’Eucaristia gli offriva la grazia di essere pane spezzato, capace di riconoscere nei volti dei poveri il volto del Signore Gesù.

La santità di questi tre nostri fratelli nella fede è per noi un monito a non avere timore di ascoltare il Vangelo vivendolo e testimoniandolo nonostante sembri trionfare il male nel mondo. Essi hanno sofferto, ciascuno a proprio modo, ma il demonio che ha seminato zizzania attorno a loro non è riuscito a scalfire il desiderio di appartenere a Cristo e, in suo nome, di amare il mondo per il quale Egli ha donato tutto se stesso.

don Sergio

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