Il popolo in cammino trova forza nel pane che viene dal cielo

Il nostro arcivescovo, nella sua lettera pastorale ci ricorda che “siamo un popolo in cammino. Non ci siamo assestati tra le mura della città che gli ingenui ritengono rassicurante, nella dimora che solo la miopia può ritenere definitiva”. Le vicende della vita rendono chiaro il pensiero del nostro Arcivescovo, niente è definitivo qui sulla terra e la Chiesa, riconoscendosi Sposa di Cristo, guardando al suo futuro “non assolutizza mai forme, assetti, strutture e modalità della sua vita, piuttosto cerca di rinnovarsi e di riformarsi, per presentarsi bella nel giorno finale all’incontro con il suo Salvatore”.

Siamo dunque un popolo in cammino sulle strade del mondo, dove le gioie si intersecano con i dolori; le conquiste con le fatiche e i fallimenti. “Viviamo pellegrini nel deserto, siamo un popolo in cammino nella precarietà nomade, certi di una promessa, in cammino incontrando altri pellegrini e formando così un’unica carovana”.
Questa è la bellezza del nostro essere cristiani, avendo come riferimento unico il Signore Gesù, che non ci lascia soli nel cammino, ma ci sostiene con la forza di un cibo che viene dal cielo e che era già stato sperimentato dal profeta Elia, come ci ricorda la prima lettura di questa domenica, prefigurazione dell’Eucaristia.

“Il pane che ha restituito vigore al profeta scoraggiato e perseguitato è quel pane che Gesù ha spezzato nella sosta di Emmaus, là dove si sono aperti gli occhi dei discepoli per riconoscere la presenza di Gesù, risorto e vivo”.
Questo pane ci è dato in ogni celebrazione eucaristica e se ne capissimo realmente il valore non ne potremmo fare a meno.

Il nostro Arcivescovo chiede a tutte le comunità cristiane di recuperare la forza che viene dalla celebrazione della S. Messa, in particolare quella domenicale, dove la comunità è radunata per lo spezzare del pane, origine della vera festa.
Sarà opportuno che le parrocchie della nostra Comunità Pastorale sentano sempre più il bisogno di curare la celebrazione della Messa, ma ciò significa avere sempre più persone che si rendano disponibili nei diversi servizi che la celebrazione richiede.

don Sergio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...