Maria, una luce tra cielo e terra

La solennità dell’Assunzione è un appuntamento spirituale estivo di grande importanza, perché ci aiuta ad elevare l’animo mentre riposiamo il corpo dalle fatiche dell’anno.
Col mistero dell’Assunzione al cielo si sono definitivamente attuati in Maria tutti gli effetti dell’unica mediazione di Cristo Redentore del mondo e Signore risorto: “Tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo” (1 Cor 15, 22-23). Scrive il Concilio Vaticano II nella Lumen Gentium: “L’Immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo, e dal Signore esaltata quale Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata col Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte” (n. 59).

In Maria Assunta in cielo poniamo la nostra speranza futura, perché ciò che è avvenuto in lei non è solo un privilegio personale che ne conclude in maniera armonica la vita, ma è un evento della redenzione; più precisamente, un evento che rappresenta la redenzione giunta a compimento in un membro della schiera di coloro che hanno bisogno di redenzione; infatti la redenzione può dirsi compiuta solo quando fa sentire i suoi effetti su tutta la creatura umana, anche sul suo corpo.
Attraverso questo evento, Maria è diventata la totalmente redenta; in lei viene rivelato in che cosa ultimamente consiste la redenzione: l’irruzione compiuta della vita divina anche nel corpo umano, la trasfigurazione della stessa realtà materiale dell’uomo e la vittoria sulla morte in ogni sua forma. Ma ciò che è avvenuto in Maria possiede un significato effettivo per noi tutti, perché in Maria un membro dell’umanità bisognosa di redenzione ora vive nello stato del compimento finale.
Quanto è avvenuto in lei avvicina in qualche modo tutta l’umanità al traguardo finale e la consolida nella fede e nella speranza. Con Maria, la totalmente redenta, noi abbiamo gettato un’ancora sul regno futuro riempiendo il cuore di grande speranza.
In questa sua gloria ella simboleggia il compito e il fine della Chiesa diventando per noi singoli credenti un faro luminoso di speranza mentre camminiamo sulle strade, spesso impervie, della vita.

Il Beato Paolo VI diceva che “questa festività propone alla Chiesa e all’umanità l’immagine e il consolante documento dell’avverarsi della speranza finale”.
Possiamo comprendere perché sette giorni dopo l’Assunzione la Chiesa celebri Maria con il titolo di “Regina”, una regina che compare a fianco del Figlio per intercedere con la sua forza e la sua potenza fatta di dolcezza.
In un papiro di oltre 1700 anni fa si legge la bellissima preghiera di una comunità perseguitata che ricorre a Maria: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. Questa sembra essere la più antica preghiera rivolta a Maria. Possiamo farla nostra nei diversi momenti della nostra vita, specialmente quelli in cui maggiormente sentiamo il desiderio di essere sorretti nelle fatiche e nelle prove fisiche e spirituali.

Intanto viviamo questa festa con l’animo pieno di gioia e di speranza.
Buon Ferragosto.

don Sergio

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