Quale tempio per il Signore?

La scorsa domenica la liturgia ci aveva presentato Davide mentre introduceva nella città di Gerusalemme, appena costruita, l’arca dell’alleanza, segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Il grande re Davide l’aveva collocata sotto una tenda, perché Dio gli aveva detto che non sarebbe stato lui, ma il suo erede avrebbe costruito un tempio per il Dio d’Israele.
Salomone, successore di Davide, infatti, costruì un tempio maestoso e vi collocò l’arca dell’alleanza, così che “la nube riempì il tempio del Signore e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore” (1 Re 8, 12-13).

Il tempio di Gerusalemme diventava così il luogo della presenza del Signore, luogo venerato, presso il quale ci si accostava con grande senso di rispetto e di timore. Al tempo di Gesù, il tempio di Gerusalemme era luogo del pellegrinaggio annuale, infatti il Vangelo ci ricorda che Egli vi andò in diversi momenti della sua vita: dall’inizio, quando fu presentato a Dio da Giuseppe e Maria; vi andò dodicenne con l’episodio della discussione con i dottor del Tempio e poi, da adulto, ogni anno, per la festa della dedicazione e per la festa di Pasqua. Proprio in quest’ultima occasione lo troviamo nel brano del Vangelo di oggi ed è qui che egli scaccia i venditori e i cambiavalute, ridando al tempio la sua vera funzione: centro della vita, luogo del rapporto con Dio, davanti al quale l’uomo ritrova se stesso. Il tempio era stato ridotto a mercato. Dio era diventato mezzo, se non addirittura oggetto di compravendita, usato dai furbi per guadagnarci e dai pii per guadagnarlo. Gesù vuole interrompere questo scempio facendo emergere il vero significato della presenza di Dio nel luogo più sacro della città.

Quella di questa domenica è una pagina molto forte, che rivela il desiderio di Gesù di recuperare, per l’uomo, il vero rapporto con Dio e, ancora di più, fargli comprendere che l’uomo stesso deve diventare tempio in cui il Signore Dio vuole dimorare.

don Sergio

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