Una luce che non tramonta

Il tempo attuale per la Chiesa è segnato da una grazia straordinaria, perché in essa vi è una luce che nessuno le può togliere ed è la luce di Cristo che risplende e si riflette nel volto e nel cuore di chi crede in Lui. Se il mondo spesso vive nella tenebra dell’errore, del dubbio, dello sconforto, del non senso, i cristiani hanno il compito di portare Cristo, Luce del mondo.

Nel Vangelo di questa domenica leggiamo come Gesù, prima dei giorni della passione, rivolgendosi alla folla che lo seguiva, disse: “Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce per diventare figli della luce” (Gv 12, 35).
Ora noi sappiamo che Cristo ha detto di essere in mezzo a noi sino alla fine del mondo e dunque, se davvero è così, almeno la sua luce risplende e il mondo non è completamente nelle tenebre, ma può continuare a sperare, infatti la luce di Cristo ha già vinto definitivamente le tenebre.
È l’incontro con il Signore Gesù che riempie il cuore di gioia e lo rende capace di leggere il presente e il futuro in un’ottica di speranza, abbattendo il buio della paura e dello sconforto.

In questa direzione si muove il lavoro dei nostri oratori, nei quali viene offerta la gioia di vivere e dello stare insieme alla luce di Gesù e del suo Vangelo.
In queste settimane siamo sperimentando ancora una volta la bellezza dell’oratorio feriale, dove risplende la luminosità della proposta educativa che ha alla base la Parola di Gesù, punto di riferimento di ogni giornata, su cui si costruisce il gioco, la danza, il canto e le diverse attività.
Se questo vale per i ragazzi, lo è anche per gli adulti, i quali, alla luce della Parola di Gesù, sono chiamati a impostare le scelte della vita quotidiana negli ambienti dove ciascuno svolge la propria attività.

Dunque la luce c’è, perciò vale la pena approfittare della sua presenza costante per non cadere nelle tenebre e per attingere, così da essere noi stessi luce per gli altri.
Riconoscere la presenza della luce è un atto di fede che va sempre alimentato, ma è anche capacità di guardarsi attorno per vedere e ascoltare i tanti testimoni di luce che il Signore suscita nella sua Chiesa, come i nostri Santi Patroni Pietro e Paolo.
A volte la demoralizzazione nasce perché gli occhi, le orecchie e il cuore sono chiusi in una ostinazione di pessimismo e di mancato realismo.
Noi cristiani abbiamo la grazia di poter camminare puntando al futuro illuminato da Cristo e dalla sua vittoria sulle tenebre.

don Sergio

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