Effusione di Spirito Santo

Sono ormai passati 50 giorni dalla Pasqua e la liturgia ci fa celebrare la solennità di Pentecoste nel ricordo della prima effusione dello Spirito di Gesù risorto sugli apostoli e Maria nel Cenacolo, a Gerusalemme. Fu l’inizio della Chiesa, fondata sugli apostoli e guidata dallo Spirito Santo.
Da allora e fino ad oggi lo Spirito Santo non ha cessato di offrire i suoi doni, spingendo i cristiani di ogni tempo ad essere annunciatori del Vangelo nei momenti opportuni e in quelli meno opportuni, in situazioni favorevoli e in altre dove il coraggio è indispensabile.
Se la Pentecoste è stata l’inizio della Chiesa, tutti noi abbiamo il grande compito di farla crescere e di continuare la sua missione nel mondo rendendola visibile con scelte di testimonianza concreta.

Le cinque Parrocchie di Luino si stanno preparando alla nascita della Comunità Pastorale e questo ci impegna a presentare una Chiesa che sia capace di stare al passo con i tempi e che sia in grado di affrontare le diverse situazioni che si vengono a creare nella certezza che chi la guida è il Signore con il suo Spirito.

Vivere nella Chiesa è esaltante se ci si rende conto della grazia che ci viene concessa e allora non è possibile tirarsi indietro o sentirsi annoiati, perché il Signore ha bisogno di noi, di ciascuno di noi.
Lo Spirito non cessa di offrire ad ogni credente carismi per l’utilità comune, così da fare della sua Chiesa una comunità di fratelli e sorelle disposti ad essere reciprocamente indispensabili. Niente può e deve dividere gli uomini quando ci si lascia guidare dallo Spirito Santo, ce lo ricorda la liturgia di questa solennità.
A Gerusalemme tutti capivano la parola degli apostoli, anche se coloro che ascoltavano parlavano lingue diverse, perché ciò che li animava era l’amore del Signore, che lo Spirito Santo aveva suscitato in loro.
Da qui ne deriva una grande speranza anche per le nostre comunità, le quali rischiano di scoraggiarsi per le divisioni che caratteri, gelosie, invidie rendono presenti nel vivere insieme.

Gesù ci ha lasciato il suo Spirito “perché, accolto, annienti ogni tentazione di separazione. San Paolo ci ricorda che i frutti dello Spirito Santo sono amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22).

Apriamo le porte della nostra mente e del nostro cuore a questa nuova invasione dello Spirito: ne guadagnerà la nostra vita personale e comunitaria.

don Sergio

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