Come Maria, avvolti dallo Spirito Santo

Questa domenica un gruppo di bambini e bambine della nostra Parrocchia celebrano la Messa di Prima Comunione vivendo l’incontro con Gesù presente nell’Eucaristia. A questo giorno si sono preparati da diversi anni perché per loro sarà un dono prezioso e noi abbiamo il dovere di pregare perché questo incontro continui per tutta la loro vita, così da renderli contenti di stare con Gesù, il Signore e l’Amico che non ci abbandona mai.
La vicenda dell’incontro di San Paolo con Gesù ci viene narrata questa domenica sia nel libro degli Atti degli Apostoli come nella prima lettera ai Corinzi.
In ambedue i racconti viene evidenziato il fatto dell’amore di Cristo che precede ogni amore umano. Infatti Paolo si è sentito amato da Gesù mentre egli gli era nemico e lo perseguitava, arrivando poi a dire: “Io non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana”.
In Paolo c’è una forte consapevolezza dell’azione di Dio compiuta in lui per mezzo di Gesù. Quello che è accaduto all’apostolo delle genti si è verificato anche nella vita di tante altre persone e può avvenire anche oggi, poiché l’imprevedibilità della grazia è sempre il risultato di uno dei modi di agire di Dio sull’uomo che non cessa di sorprendere chi se ne sente coinvolto e chi ne è semplice spettatore.

Tutto ciò suscita una grande speranza, specialmente di fronte alla durezza di cuore di certe persone, che sembrano impermeabili all’azione di Dio o addirittura contrarie al suo nome. Infatti ancora oggi sperimentiamo la gioia della conversione di uomini e di donne che hanno incontrato il Signore Gesù, quasi come un colpo di fulmine, in momenti particolari della loro esistenza o attraverso situazioni che hanno permesso loro di riconoscere l’amore divino preveniente e gratuito.
Si può affermare che questa è l’azione dello Spirito di Gesù che Egli aveva preannunciato ai suoi prima della sua passione e che troviamo nel Vangelo di questa domenica, “lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza perché siete con me fin dal principio”.
Conoscere Gesù attraverso lo Spirito rivelatore dà, così, la forza per testimoniarlo in ogni luogo e in ogni situazione.

Nasce da qui l’ottimismo della Chiesa, la quale continua ad annunciare il Signore Gesù e la sua azione di salvezza per ogni uomo, in ogni occasione opportuna e non opportuna, diventando anche portatrice di speranza dove sembra prevalere la rassegnazione al male.

Io sono convinto che, come cristiani, dobbiamo sempre attenderci l’azione sorprendente di Cristo, che sa trasformare i cuori delle persone, come è accaduto sulla via di Damasco. È necessario che prima di tutto lo chiediamo per noi e poi per coloro che cercano di frenare l’attività evangelizzatrice della Chiesa in ogni parte del mondo.

Venerdì prossimo inizierà la Novena di Pentecoste, occasione propizia per invocare lo Spirito Santo su di noi e sul mondo, con l’intercessione di Maria, così che la sua forza creatrice rinnovi molti cuori e li rivolga all’amore di Gesù.

don Sergio

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