Una comunione fraterna sotto lo sguardo di Maria

La settimana che ci sta davanti ci introduce al mese di maggio che la Chiesa dedica in modo particolare alla devozione della Beata Vergine Maria  e alla recita del Santo Rosario.
Qualcuno pensa che pregare Maria tolga lo spazio all’amore per Gesù e invece è proprio lei che ci conduce a Lui, anche attraverso la recita del S. Rosario che è, prima di tutto, contemplazione dei misteri della vita di Gesù. Non dobbiamo poi dimenticare che dalla croce Gesù ci ha donato Maria come Madre e noi siamo stati affidati a lei come figli. Questo ci permette di riscoprirci, attraverso Maria, fratelli chiamati a volerci bene, come vuole Gesù nella preghiera che Egli ha elevato al Padre nell’Ultima Cena e che è chiamata “preghiera sacerdotale”, così come ci è proposta nel Vangelo di questa quinta domenica di Pasqua.
Nelle parole di Gesù si nota un’appassionata intercessione al Padre per i suoi apostoli e per quelli che saranno i suoi discepoli di tutti i tempi, tra i quali siamo anche noi, invitati a conoscere Lui come il Figlio di Dio e il Salvatore del mondo.
In questa preghiera sentiamo l’attenzione di Gesù nei nostri confronti, perché riconosce la nostra fragilità e le insidie che ci minacciano dentro il mondo nel quale concretamente viviamo, pur avendo lo sguardo verso il Cielo incontro a cui andiamo.

A me piace molto il realismo a cui Gesù abitua i suoi discepoli per non illuderli, ma nello stesso tempo mi piace il suo educarli ad un affidamento a Dio, che governa e guida la storia umana e la Chiesa, mentre li fortifica con il suo Spirito.
Un esempio bellissimo di forza interiore e di coraggio lo abbiamo nella figura di S. Stefano che il libro degli Atti degli Apostoli ci propone questa domenica, nel momento in cui racconta davanti al Sinedrio, in sintesi, tutta la storia della salvezza con lucidità e chiarezza splendide. Il suo discorso è evidentemente suggerito dallo Spirito Santo perché fa emergere quanto Dio ha fatto per il suo popolo e come lo salva, ora, in Gesù di cui loro, i capi del Sinedrio, hanno voluto l’uccisione.
Ancora ritorna il tema della fede in Gesù morto e risorto, come centro e motore di ogni vita; come senso e luce della storia che nessuna teoria o idea può superare, poiché Egli stesso è la Vita di ogni cosa.

Noi cristiani, che siamo suoi discepoli, non possiamo sottrarci al suo insegnamento e abbiamo solo da guadagnare se attingiamo al suo amore. Certo, realizzare tutto questo può sembrare difficile a causa delle spinte avverse che vengono da ogni parte e che il maligno oppone ad ogni desiderio di bene, ma proprio la preghiera di Gesù, richiamata sopra, ci consola: “Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi” (Gv 17,11).
Gesù ci ha affidati al Padre con il desiderio grande dell’unità e della comunione tra di noi e noi non possiamo che lasciarci afferrare per non disperderci.
Maria ci aiuti a realizzare il desiderio di Gesù.

don Sergio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...