Misericordia senza fine

San Giovanni Paolo II aveva voluto che la domenica dopo Pasqua fosse ricordata come la “domenica della Divina Misericordia” e ciò a partire dalle rivelazioni che il Signore Gesù fece a Santa Faustina Kowalska, una suora polacca nata il 25 agosto 1905 e morta il 5 ottobre 1938.
“Desidero che la prima domenica dopo la Pasqua sia la festa della Misericordia” (diario 29) – disse il Signore Gesù a Suor Faustina. Espresse tale desiderio per ben quattordici volte, definendo non solo la collocazione di questa festa nel calendario liturgico, ma anche il fine della sua istituzione, il modo di preparazione e di celebrazione. “Le anime periscono nonostante la mia dolorosa Passione” – disse il Signore Gesù motivando l’istituzione della festa – “concedo loro l’ultima tavola di salvezza, cioè la festa della mia misericordia. Se non adoreranno la mia misericordia periranno per sempre” (diario 965).

La festa deve essere un giorno speciale di venerazione di Dio nel mistero della sua misericordia, che è origine e motivo di tutte le opere verso l’uomo e particolarmente dell’opera della redenzione.
A questa giornata e, parlando più precisamente, alla Santa Comunione ricevuta in questo giorno, dopo la confessione, è legata la più grande promessa: “la remissione totale delle colpe e delle pene” (diario 699).
La grandezza di questa festa consiste, tra l’altro, nel fatto che tutti gli uomini, persino coloro che soltanto in questo giorno si convertono, possono chiedere tutte le grazie e i benefici temporali che il Signore Gesù ha preparato per questa festa. Possono riceverli allo stesso modo singole persone e comunità, purché le abbiano chieste con grande fiducia.
La preparazione di questa festa deve essere preceduta da una novena che il Signore Gesù dettò a Suor Faustina, solo per il suo uso privato. I fedeli possono recitarla per devozione.
Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa, il Signore Gesù desidera che in questo giorno l’immagine della Misericordia sia venerata pubblicamente e che i sacerdoti parlino della sua insondabile misericordia e che tutti compiano atti di amore misericordioso verso il prossimo e con fiducia si accostino al sacramento della Riconciliazione e della Eucaristia.

Il bisogno di proclamare e introdurre nella vita il mistero della Misericordia di Dio, rivelato in Gesù Cristo, è oggi più che mai necessario di fronte alle molteplici forme di male che gravano sull’umanità e la minacciano.
Diceva Giovanni Paolo II “Cristo chiamò Suor Faustina ad un vasto apostolato di misericordia, alla vigilia della seconda guerra mondiale. Suor Faustina era cosciente dell’importante messaggio affidatole da Cristo, ma non poteva sapere ancora quanto ampiamente esso si sarebbe diffuso nel mondo già qualche anno dopo la sua morte. Il messaggio della misericordia di Dio è un forte richiamo ad una fiducia più viva: Gesù, confido in Te. È difficile trovare parole più eloquenti di quelle trasmesse da Suor Faustina.”

Qui in Italia si sta diffondendo da qualche anno il culto della Divina Misericordia, ma credo si allargherà sempre di più, dato che il Papa ha voluto si celebrasse ufficialmente in tutte le Chiese del mondo nella seconda domenica di Pasqua.
Ci aspettiamo che i frutti di tale devozione arrivino copiosi.
L’immagine di Gesù misericordioso è legata alla visione privata che ebbe Suor Faustina nella cella del convento di Plock il 22 febbraio 1931. Rappresenta Cristo crocifisso e risorto. Caratteristici di questa immagine sono i due raggi: uno rosso e l’altro bianco. “Rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime”.
Il culto dell’immagine di Gesù Misericordioso consiste nella preghiera fiduciosa unita ad atti di misericordia nei confronti del prossimo.

don Sergio

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a fare del Triduo Pasquale una vera manifestazione di fede. È sempre più difficile raggiungere tutti, ma tutti sappiano che ogni servizio, anche il più semplice, è utile e arricchisce di bene l’intera Comunità. Il Signore ricompensi ciascuno con fecondità di grazie.

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