Con i giovani fissiamo lo sguardo su Gesù

Con la domenica delle Palme iniziamo la Settimana Santa, nella quale rivivremo il mistero centrale della vita terrena di Gesù, che dà significato a tutta la nostra vita cristiana.
Ci sentiamo uniti a tutti i giovani del mondo che quest’anno celebrano la loro giornata
mondiale a livello diocesano in attesa del Sinodo dei vescovi sui giovani, che si terrà ad
ottobre.
La commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme carica il cuore di speranza, perché ci ricorda che Dio ci visita continuamente nel suo Figlio che ci ama per sempre, diventando speranza per ogni uomo.
La sua vita, Gesù ce l’ha donata totalmente su quella croce, che nei prossimi giorni
contempleremo e che è il segno della nostra salvezza.
Certo, non è facile fissare lo sguardo su quella croce, perché lì c’è un uomo martoriato dalla cattiveria e dell’ingiustizia umana, eppure lì c’è tutto l’Amore del nostro Dio, che non si tira indietro, ma offre tutto se stesso per noi.
Su quella croce si manifesta il modo autentico di amare, che consiste nel donare la vita per gli altri, senza tenersi nulla per sé.

Ma è proprio così il nostro modo di amare?
I modelli che la nostra società ci propone vanno su tutt’altra via e conducono all’egoismo e al piacere fine a se stesso, dove le parole rinuncia e dono gratuito non esistono.
Mi aveva fatto impressione, qualche anno fa, la pubblicità a fumetti affissa a Milano, che
annunciava il prolungamento di un’ora notturna delle corse della metropolitana il sabato notte. In una di esse c’erano dei giovani seduti ad un bar con dei boccali di birra che gioivano per quest’ora aggiunta e che dava l’opportunità ad uno di loro di invitare gli altri a passare ad un altro bar.
Se questa è la proposta educativa delle nostre città ci si può aspettare di tutto.
Così come quando si esalta il successo di una trasmissione televisiva che vede uomini e donne rinchiusi in una casa ad oziare, a farsi scherzi, ad usare comportamenti libertini, conseguenza di colpi di fulmine chiamati “amore”, a raccontarsi avventure più o meno
licenziose con linguaggi volgari, per dimostrarsi grandi e vissuti.
Tutto questo per conquistare il primo premio di centinaia di migliaia di euro.
Di cose di questo genere le nostre televisioni ne offrono a bizzeffe e con milioni di spettatori che fissano su di esse lo sguardo per ore intere.

Fissare lo sguardo su Gesù richiede, invece, un mettersi in gioco perché, davanti a Lui, non si può essere solo degli spettatori. La proposta di Gesù è fortemente coinvolgente, ma nello stesso tempo appassionante, perché in gioco c’è la conquista della vita vera, che l’animo umano continuamente ricerca.
Vi invito a pregare, in modo particolare, per i giovani, perché abbiano il coraggio di non
voltare la faccia di fronte al volto amante di Gesù sulla croce, che continua ad esprimere la sua volontà di offrire la sua amicizia, che li vuole accompagnare nel loro cammino di impegno e di responsabilità che li attende.

don Sergio

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