Quaresima: tempo di rinnovamento personale e comunitario

Il cammino quaresimale è sempre un tempo favorevole per attuare la conversione del cuore, così da ritornare all’origine della nostra fede rimettendo al centro Gesù.
In aiuto ci verrà incontro la Parola di Dio che con abbondanza la liturgia ci offre, ma anche la riflessione che il nostro arcivescovo ci chiede di compiere per dare un contributo al Sinodo minore appena indetto.

Fermarsi a leggere in profondità lo stile di vita delle nostre comunità cristiane e l’apertura verso coloro che, battezzati e abitanti delle nostre parrocchie, ma provenienti da altre parti del mondo, ci permetterà di riconoscere la nostra identità cristiana, provocandoci magari ad un cambiamento.

La frammentarietà della nostra vita, le diverse sollecitudini che attraggono i nostri pensieri e le molte preoccupazioni emergenti nel mondo contemporaneo rischiano di confondere il nostro cuore e di volgerlo in mille direzioni, suscitando confusione, dispersione e paura.
Inoltre le vicende politiche internazionali e gli atti di violenza e di terrorismo infondono incertezze e apprensioni circa il presente e il futuro del mondo.
Dove volgere il nostro cuore?
Papa Francesco ci invita, il 23 febbraio, a vivere una giornata di preghiera e di digiuno per la pace. “La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan”, ha annunciato Francesco, che ha invitato “anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme. Il nostro Padre celeste ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, risana i cuori affranti e fascia le loro ferite” ha assicurato il Papa, rivolgendo “un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: che cosa posso fare io per la pace? Sicuramente possiamo pregare”, la risposta di Francesco. “Ma non solo”, ha aggiunto: “Ognuno può dire concretamente ‘no’ alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!”.

Gesù si propone come il centro verso cui indirizzare i nostri sguardi e le nostre domande, cercando in Lui le risposte necessarie per pacificare gli animi e per ritrovare la speranza nel domani.
L’attuale situazione politico-economico-religiosa ci impone un ripensamento dei nostri stili di vita e dei nostri modi di impostare le relazioni.
Il Vangelo è una scuola splendida per affrontare le sfide del nostro mondo, poiché la vita e l’insegnamento di Gesù impongono un radicale cambiamento di vita nel rispetto delle esigenze fondamentali delle singole persone.
Diventa però indispensabile lasciarsi educare dal Vangelo, ascoltandolo e mettendolo in pratica, come Parola di verità che illumina il nostro cammino, con il coraggio del cambiamento, se ciò diventa necessario.

La pagina del Vangelo di questa prima domenica è molto chiara e ci mostra la risposta di Gesù alle tentazioni che il demonio suscita nei suoi confronti. Egli risponde con fermezza per tre volte: “Sta scritto…”, mostrandoci come nella Parola di Dio abbiamo la risposta a tanti quesiti che assillano la nostra mente.
Ecco perché dobbiamo ristabilire il “centro” dei nostri interessi, proprio per non smarrire la via, sapendo che in Gesù tutto ciò che è vero e giusto si congiunge e diventa luce per potere camminare e volgere lo sguardo in avanti.

Buon cammino quaresimale.

don Sergio

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