Il Vangelo della vita, gioia per il mondo

La liturgia ambrosiana ci prepara, con questa domenica, alla prossima Quaresima, manifestandoci la magnanimità di Dio, il quale abbonda nella misericordia, specialmente nei confronti di chi si è dimenticato di Lui e vive nel peccato, perché lo vuole recuperare e risanare.
Dio non si rassegna di fronte alla sua cocciutaggine umana, per cui viene incontro all’uomo e lo visita a casa sua attraverso il suo Figlio Gesù.
Questa visita si rinnova nel tempo ed è ciò che avviene in ogni Eucaristia dove non solo Gesù ci viene incontro, ma si offre a noi con tutto il suo amore che ci rinnova.
A noi tocca riconoscerlo e accoglierlo con tutto il cuore, lasciandoci trasformare e recuperando la bellezza e la dignità del nostro essere figli e se questo vale per noi personalmente, vale anche per tutti.

Su tale dignità si fonda la “Giornata per la Vita” che, da 40 anni, si celebra in Italia e che quest’anno ha come tema “Il Vangelo della vita, gioia per il mondo“.
Gesù, nel suo Vangelo, ci conduce in un itinerario di bellezza e di amore per la vita, tanto da suscitare una gioia profonda in chi si lascia coinvolgere da Lui, tanto da giungere ad una conversione totale, perché abbracciato da un amore che supera il peccato ed ogni male.
La donna del Vangelo di oggi si è sentita totalmente avvolta dall’amore di Gesù e ha compiuto il gesto umile di lavargli i piedi e baciarglieli, perché ha colto in Lui il venire incontro di Dio che vuole solo il nostro bene e che è pronto ad usare misericordia in modo straordinario.

L’agire di Gesù è segno di una nuova cultura che si apre all’incontro superando quelli che sono gli interessi personali, espressi in comportamenti deplorevoli visibili nelle aggressioni contro le donne, nell’indifferenza verso i poveri e i migranti, nelle violenze contro la vita dei bambini sin dal concepimento e degli anziani segnati da un’estrema fragilità.
Papa Francesco ci ricorda che solo una comunità dal respiro evangelico è capace di trasformare la realtà e guarire dal dramma dell’aborto e dell’eutanasia; una comunità che sa farsi “samaritana” chinandosi sulla storia umana lacerata, ferita, scoraggiata, una comunità che con il salmista riconosce “mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra” (Sal 16,11).

Di questa vita il mondo di oggi ha bisogno e noi cristiani abbiamo una buona notizia da portare per vincere la cultura della tristezza e dell’individualismo che mina le basi di ogni relazione.

don Sergio

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