Una fede vivace e dinamica

Il Vangelo di questa domenica, con Giovanni Battista il Precursore, ci invita a rendere diritta la via del Signore, perché Egli possa essere agevolato nell’incontro con ciascuno di noi.

In questi giorni di benedizione natalizia ho notato che in molte case si stanno preparando gli addobbi natalizi con molti richiami alla festa imminente, creando un clima di attesa e di gioia grandi.
Tutto questo serve per riscaldare il cuore e orientarlo all’incontro di fede con Gesù, il vero protagonista del Natale.
Sì, perché Gesù lo si può accogliere con una fede rinnovata, vivace e dinamica, che permette di riconoscerlo come il Figlio di Dio venuto nel mondo per salvarci e di cui ogni uomo ha bisogno.

Una fede così non è abitudinaria, ma si lascia coinvolgere dalle vicende della vita riempiendole della Parola di Dio e della presenza di Gesù, il quale cammina ed è presente in mezzo a noi.
Quanto più si avvicina il Natale, tanto più diventa indispensabile creare il clima favorevole all’incontro con Gesù attraverso la preghiera, il silenzio, l’ascolto della Parola di Dio, la celebrazione del sacramento della Riconciliazione e qualche gesto di carità.

Giovanni Battista ci offre un esempio splendido di fede e di umiltà, affermando di fronte agli inviati da Gerusalemme di non essere Lui il Cristo, ma invitando a riconoscerlo in mezzo alla folla: “In mezzo a voi sta uno che non conoscete, colui che viene dopo di me, ed era prima di me” (Gv 1, 27b).
Il mistero di Gesù è attuale ancora oggi, perché Egli è già in mezzo a noi, vive con noi, ma rischiamo di non vederlo, se la nostra fede è debole e non si lascia plasmare, convinti di non avere più nulla da scoprire di Lui. Il rischio è di catalogare Gesù come, erroneamente, cataloghiamo tante persone, in bene o in male, senza renderci conto che ognuno di noi è un mistero profondissimo da scoprire.
Di Gesù dicevano che era il figlio del falegname di Nazaret e non importava se lui compiva miracoli o parlava come neanche gli scribi erano capaci di fare.
Per questo motivo la fede in Gesù ha bisogno di crescere, perché anche noi mutiamo, la nostra mente e i nostri sentimenti si affinano con l’esperienza e con le diverse vicende della vita.

Credo stia qui la bellezza della vita umana e della fede, dove la monotonia non può esistere se siamo in grado di camminare con la nostra storia personale e con quella del mondo.

don Sergio

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