Dei suoi tesori: il censimento dei beni culturali ecclesiastici a Luino

Lo scorso 18 novembre, nella sala consigliare del Comune di Luino, è stato presentato il risultato del censimento dei beni culturali ecclesiastici delle cinque parrocchie di Luino, Creva, Voldomino, Colmegna e Motte, realizzato da Federico Crimi, Francesco e Maurizio Isabella.
Si tratta del proseguimento del progetto avviato a livello nazionale dalla CEI, che ha già visto la catalogazione – tra 2012 e 2014 – dei beni delle parrocchie di Maccagno con Pino e Veddasca. Nel complesso sono state fino ad ora scrupolosamente esplorate 20 parrocchie, per un totale di 56 chiese e 15 case parrocchiali, con la compilazione di 3900 schede: il tutto verrà inserito nella banca dati dell’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e sarà poi consultabile online, come è stato ben spiegato da Carlo Capponi, architetto capo dell’Ufficio dei Beni culturali della Diocesi di Milano.

Il Prevosto, Don Sergio, ha sottolineato come sia un dovere dei parroci quello di valorizzare e conservare i beni delle chiese e, anche per questo, ha puntato il dito sull’eccessivo pauperismo che ha portato a nascondere molti di essi nel corso del tempo, dimenticando che si trattava di oggetti frutto di un’esperienza cristiana forte.
Il recupero della tradizione religiosa si rivela oggi davvero fondamentale. Come ha affermato anche Mons. Franco Agnesi, Vicario Episcopale, si tratta di recuperare la dimensione del dono, la capacità di sentire un bene come proprio di tutti e saperlo quindi custodire per poterlo tramandare, soprattutto alle generazioni più giovani: “C’è una bellezza che è stata preparata per loro da altri”.

I tre curatori hanno presentato un quadro generale dei risultati del censimento, mostrando anche ai presenti, in anteprima, alcune immagini significative tratte dagli oltre 8000 scatti fotografici effettuati.
Quello che è emerso dai ritrovamenti è un patrimonio alquanto falcidiato dal tempo, da una parte troppo abbandonato e dall’altra talvolta addirittura troppo restaurato.
Gran parte dei beni rinvenuti appartengono ai secoli tra il XVI e il XIX: si hanno, ad esempio, una statua lignea di Sant’Antonio del 1693, un abito per una statua della Madonna datato 1733 o persino una copia ottocentesca di un dipinto di Leonardo Da Vinci.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Purtroppo, come già detto, buona parte di questi tesori sono rimasti nascosti nelle sacrestie – e non solo – delle nostre chiese anche per mancanza di una volontà di studiarne la storia e inserirli nel flusso continuo della tradizione cristiana.
Grazie a questo censimento, invece, si potrà finalmente auspicarne la riscoperta e la diffusione, con una conoscenza più consapevole, anche per merito di progetti che andranno a coinvolgere tutto il nostro territorio.

Sempre più spesso viene, da parte di Papa Francesco, l’invito a percorrere la via della bellezza come una delle vie fondamentali per l’esistenza umana: in questo senso, perciò, anche il recupero delle cose belle è in grado di esprimere il Vangelo e questo progetto ne è davvero un esempio perfetto.

 

 

Pieghevole realizzato per la presentazione di sabato 18 novembre 2017:

DEI SUOI TESORI LUINO_2017

(Fonte: www.comune.luino.va.it)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...