Mandato missionario

La scorsa domenica abbiamo celebrato la festa della Dedicazione della Chiesa Cattedrale, ricordando che noi siamo le pietre vive, che rendono la Chiesa bella e portatrice a tutto il mondo del messaggio di salvezza.
In continuità con questo pensiero, la nostra liturgia ambrosiana denomina questa domenica con un impegno, quello del “mandato missionario”, unendosi al tema che la Chiesa universale offre alla meditazione di tutti, che è quello della “missione”.
Infatti noi celebriamo con tutta la Chiesa la 91° Giornata Missionaria Mondiale che ha come tema “La messe è molta…” (Mt 9,37), richiamando l’episodio evangelico in cui Gesù percorrendo città e villaggi, insegnando e predicando il Regno di Dio, vede le folle e ne prova compassione perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: “la messe è molta…”.
Gesù vede quessta folla immensa e si riempie di compassione perché umanamente lo scenario sembra disperato, mentre per Gesù questa moltitudine appare come un popolo pronto, maturo da fare entrare nel Regno di Dio.
Lo sguardo di Dio sulla moltitudine è lo sguardo che riconosce la bellezza di tutta l’umanità che attende il Vangelo.
Le nostre comunità cristiane sono invitate nel mese di ottobre e nella Giornata Mondiale Missionaria, attraverso la riflessione, la preghiera, il gesto fraterno della condivisione, ad evitare la malattia spirituale dell’autoreferenzialità per porsi invece alla ricerca di esempi concreti, di gesti significativi, di fatti emblematici, che le rendano veramente sbilanciate verso la ricerca e l’ascolto dei lontani e dei non credenti; comunità attente a suscitare e a coltivare le grandi vocazioni cristiane, preparate a testimoniare la fede nell’immenso campo del mondo. Segni di quella Chiesa “in uscita missionaria” che anuncia gioiosamente che la salvezza realizzata da Dio è per tutti (Evangelii Gaudium n. 113).
Questa è una grande sfida anche per noi, perché ci apre a prospettive nuove nel vivere il Vangelo e nel tradurlo nella vita quotidiana, ma è anche una sfida per le nostre comunità cristiane, spesso chiuse in se stesse senza accorgersi che una moltitudine di persone, forse, attende una parola e un gesto che dica davvero la possibilità di sperare in un mondo nuovo, quello annunciato da Gesù e che lui ha iniziato, dandogli il nome di “Regno di Dio”.

don Sergio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...