Dedicazione della Chiesa Cattedrale

La terza domenica di ottobre, per la tradizione ambrosiana, è la festa della Dedicazione del Duomo di Milano, la Chiesa Cattedrale, sede della Cattedra del Vescovo. Quest’anno tale ricorrenza è ancora più significativa perché nel Duomo celebrerà il nuovo Arcivescovo che ha appena fatto il suo ingresso ufficiale in Diocesi.
Il riferimento alla cattedrale è importante per le parrocchie di tutta la Diocesi, perché ad essa si sentono unite, come un’unica Chiesa attorno al Pastore e al suo magistero.
Per i sacerdoti poi, la Chiesa cattedrale è il luogo in cui è avvenuta la celebrazione della loro ordinazione, pronti per essere inviati in missione a servizio dell’intera Diocesi di Milano e per qualcuno anche della Chiesa universale.
Questa è, dunque, la festa di un popolo intero, che ama la Chiesa e si sente parte di essa come l’insieme di pietre vive unite alla pietra angolare che è il Cristo vivente, pregato e adorato nella liturgia.
Nella sua prima lettera pastorale, pubblicata lo scorso 10 ottobre, il nostro Arcivescovo ci invita, però, a contemplare il Signore non solo nello spazio di tempo vissuto in chiesa, ma anche nel tempo del quotidiano, evitando così la separazione tra fede e vita, molto diffusa nel nostro tempo.
Questa indicazione ci riporta alla prima lettera pastorale del Card. Martini, che aveva come titolo “la dimensione contemplativa della vita”, nella quale ci era stato proposto di riconoscere la presenza di Cristo nei diversi aspetti della vita quotidiana, leggendoli alla luce del Vangelo e riconoscendo la presenza del Salvatore nel cuore e nel volto di ciascuno, così da sentirlo presente in ogni istante.
Forte è l’immagine che troviamo nella pagina di Vangelo di questa domenica, dove Gesù, dopo aver rovesciato i tavoli dei cambiavalute e dei venditori, riafferma il valore religioso del tempio di Gerusalemme che è “casa di preghiera”. Ma cosa sorprendente è il fatto che entrano nel tempio ciechi e zoppi, persone considerate impure per la loro situazione fisica, e Gesù li guarisce.
Una ragione in più per ritrovare il legame tra fede e vita; infatti una preghiera che è aliena dal tempo, dalla storia e dalle vicende umane non ha senso.
Non dimentichiamoci che siamo nel mese missionario, tempo in cui siamo invitati a riconoscere la Chiesa impegnata ad annunciare Gesù che è venuto per salvare ogni uomo, nella sua totalità fisica e spirituale.
La Vergine Maria, regina del Santo Rosario e regina della missione, accompagni i nostri propositi di bene.

don Sergio

 

(Foto: https://twitter.com/chiesadimilano)

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