Un amore universale

Questa domenica segna l’inizio del mese di ottobre, che da decenni la Chiesa riserva come tempo in cui dare particolare attenzione alle esigenze della missione universale della Chiesa stessa nel mondo, affinché la gioia del Vangelo raggiunga tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
Tale esigenza ha origine dal mandato di Gesù ai suoi discepoli: “andate in tutto il mondo,
battezzate e insegnate tutto ciò che io vi ho comandato”.
Che cosa ha comandato Gesù lo troviamo proprio nel Vangelo di questa liturgia domenicale: “Amare Dio con tutto il cuore e tutta la mente e il nostro prossimo come noi stessi”.
Questo è un comandamento chiaro, eppure difficile da realizzare, perché chiede il
superamento del proprio io e di tanti egoismi personali e comunitari, che sono tentazioni di sempre.
Gesù si è fatto segno e strumento di questo amore, capace di valorizzare la dignità di ciascun uomo e donna, volendo salvare tutti dall’abbruttimento.
Con il battesimo noi siamo in Lui, inseparabilmente discepoli e apostoli. Discepoli, perché chiamati a seguire Gesù da vicino, non come persone della folla, ma a seguirlo in un rapporto personale sempre più intimo e profondo con la sua grazia, perché siamo chiamati a innamorarci ogni giorno di più di Lui.
E siamo costituiti insieme inseparabilmente apostoli, inviati dal Signore Gesù, perché non possiamo trattenere soltanto per noi la bellezza e la ricchezza del grande dono dell’amore ricevuto da Dio.
“Ogni cristiano – ci ricorda Papa Francesco nella Evangelii gaudium – è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù; non diciamo più che siamo “discepoli” e “missionari”, ma che siamo sempre “discepoli missionari” (n.120).
È ancora molto diffusa l’idea che la missione sia una vocazione riservata a pochi uomini e poche donne, mentre invece “la missione rinnova la Chiesa, rinvigorisce la fede e
l’identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola” (Redemptoris Missio, 2).
È importante che ogni anno la Chiesa dedichi il mese di ottobre al tema specifico della
missione, perché ci ricorda che ciascuno di noi e le nostre parrocchie abbiamo una vocazione missionaria, che è insita nel nostro essere cristiani, ciascuno secondo la propria vocazione.
In questa missionarietà ci è vicina la Madonna che con la sua intercessione ci aiuta ad essere testimoni gioiosi del suo Figlio Gesù.
Non dimentichiamoci che la tradizione della Chiesa ha sempre esortato i cristiani a pregare, specialmente nel mese di ottobre, il S. Rosario.

don Sergio

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