Gesù, il pane della vita

Dopo la rivelazione di Pietro sull’identità di Gesù, questa domenica è Gesù stesso che si manifesta a chi lo cercava dopo che Egli aveva moltiplicato i pani, con una affermazione al primo ascolto incomprensibile: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!”.
Con queste parole Gesù parlava non di una fame e sete materiali, bensì quelle spirituali, che spesso non permettono agli uomini e alle donne di vivere una felicità vera, lasciandoli privi di entusiasmo e di stimoli autentici per dare significato all’esistenza.
Egli parlava a persone che lo avevano seguito, affascinati dalla sua parola e che avevano sperimentato la sua magnanimità essendo stati sfamati in un luogo deserto dove non c’era da mangiare.
Certamente erano stati colpiti da questo miracolo, ma egli doveva spiegare il significato di quel gesto e lo fece rivelando che Egli è “il pane di Dio, Colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”.
Il pane è un elemento essenziale per la nutrizione e Gesù lo è per la nutrizione della nsotra vita interiore, che chiamiamo “anima”, capace di gioire per le cose belle, ma anche di lottare di fronte alle fatiche e alle difficoltà.
Noi abbiamo bisogno di dare un’anima alla nostra vita, o meglio, di riconoscere che quest’anima c’è, perché l’ha creata Dio per ciascuno di noi, a nostra misura, ma essa va alimentata con la forza della Parola e di quel Pane eucaristico nel quale Gesù si offre a noi.
Io sono convinto che Gesù è davvero buono in quanto non ci lascia mancare nulla di ciò che serve alla crescita della nostra esistenza materiale e spirituale, che si apre all’eternità, in una pienezza senza fine.
Il tempo della nostra vita terrena ci è dato per gustare la bellezza di questa vita, plasmata da Dio con amore e continuamente riplasmata dalle sue mani cariche di misericordia, quando rischiamo di sciuparla o addirittura distruggerla per la nostra fragilità e presunta autosufficienza.
Come avete notato, nel mio scritto settimanale cerco sempre di fare riferimento ad un aspetto della Parola di Dio della domenica, perché sono convinto che la storia personale di ciascuno di noi, ma anche di tutta l’umanità, è abbracciata da un disegno di salvezza che suscita speranza e che chiede di essere accolto come luce che rischiara il buio di tante anime tra le quali, qualche volta, ci può essere anche la nostra.

don Sergio

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