Come Maria, lasciamoci educare dallo Spirito

Scrivo questi pensieri nei primi giorni di permanenza della statua della Madonna pellegrina di Fatima, perché la stampa di “Camminiamo Insieme” viene fatta il mercoledì pomeriggio.
Non posso perciò ancora tracciare un bilancio di questo evento straordinario che si sta
rivelando un tempo di testimonianza di fede bellissimo, attraverso la presenza di centinaia e centinaia di persone in chiesa Prepositurale per sostare in preghiera davanti a Gesù e alla statua della Madonna, ma anche per partecipare alle diverse celebrazioni e momenti di preghiera proposti continuamente.
Se questo è l’inizio, ho motivo di sperare che l’intera settimana possa diventare una
ricchezza spirituale per tanti ed è proprio di questo che c’è bisogno nel mondo. Avrò modo la prossima domenica di raccontare la sintesi di questa settimana mariana.
Intanto mi sembra bello meditare la liturgia di questa domenica che continua a farci ripercorrere la storia della salvezza rendendoci conto che Dio indica all’uomo le vie del bene e della vita, le quali si oppongono a quelle che sono le vie del male e della morte.
Sta all’uomo scegliere, nella libertà, quale di queste percorrere. La figura di Noè, che ci viene presentata dalla liturgia di questa domenica, è emblematica, perché in un mondo fatto di uomini e donne corrotti egli si distingue per correttezza: “Noè trovò grazia agli occhi del Signore… Noè era un uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio” (Gen 6).
Vorrei fissare l’attenzione su quel “camminava con Dio”, perché dice la vita di un uomo che è in sintonia con Dio, che non si distanzia dai suoi pensieri e dal suo volere.
Che cosa può volere dire per noi, che siamo discepoli di Gesù, “camminare con Dio”?
Ci viene in aiuto San Paolo che, scrivendo ai Galati, li invita a camminare secondo lo Spirito. Così anche noi, battezzati in Cristo, abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, il quale illumina la nostra mente e ci conduce a vivere rinnegando le opere malvagie, facendo maturare i frutti migliori dell’esistenza: “amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”.
Ogni volta che leggo questa pagina di San Paolo mi sento provocato a fare una verifica
dentro di me per non smarrire la grazia ricevuta attraverso i sacramenti e il dono dello Spirito che in essi sempre agisce.
Questo porta a desiderare la conversione del cuore per continuare il cammino accanto al
Signore, il quale è fedele e ci accompagna, anche se qualche volta non ci accorgiamo della sua presenza.
A questa familiarità con il Signore è necessario educare anche i nostri ragazzi, molti dei quali hanno frequentato la catechesi durante l’anno passato e in queste settimane stanno frequentando l’oratorio feriale.
L’amicizia con Gesù aiuta a camminare con Dio, ma tale amicizia va coltivata e alimentata.
Per tale motivo invito a continuare anche durante l’estate la partecipazione alla Messa domenicale.
Non dimentichiamoci che Maria ha dato come primo messaggio ai fanciulli di Fatima quello di “pregare”.

don Sergio

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