Pentecoste: ricchezza di doni

Con la Pentecoste gli Apostoli furono caricati di doni particolari che li resero capaci di affrontare con gioia e forza le prove legate alla loro missione di testimonianza del Signore Gesù.
In questa domenica, in tutta la Chiesa, si rinnova l’effusione dello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita ed ha anche la grande forza di rinnovare l’uomo, chiamandolo a vivere in santità e aiutandolo a conservarsi e a crescere nell’esistenza redenta corredandolo di doni, di frutti e di carismi.
I “doni dello Spirito Santo”
La tradizione ne riconosce sette, traendoli da un passo di Isaia 11,2. Essi sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio e li riconosciamo presenti nella vita terrena di Gesù, a cui noi siamo chiamati ad assimilarci.
I “frutti dello Spirito Santo”
Lo Spirito Santo investe l’uomo con tutta la sua forza, trasfigurandolo, pur nel rispetto della sua piena identità, e rendendolo capace di esprimere frutti positivi, di cui S. Paolo ne fornisce un elenco: “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22).
Non è una enumerazione tassativa, bensì le caratteristiche del cristiano ideale, che si lascia guidare dallo Spirito, senza eccedere in fanatismi, ma dentro una dimensione di grande equilibrio.
I “carismi”
Il vocabolo ‘carisma’ è tipicamente ecclesiale e significa ‘dono’ o ‘grazia particolare’. Da S. Paolo la teologia ha visto nel ‘carisma’ un dono che lo Spirito Santo fa a un singolo “per l’utilità comune” (1Cor 12,7).
Dunque, questi carismi, di per sé, non mirano al bene di chi li riceve, ma a quello della comunità e perciò manifestano sempre l’attenzione e la generosità dello Spirito verso tutta la Chiesa.
Il Nuovo Testamento ricorda carismi eccezionali, come la profezia, il dono delle lingue, il potere di guarire. Ma ne ricorda altri che sono abbastanza normali e costituiscono chi li possiede in uno stato permanente, come il matrimonio, il celibato di consacrazione e l’ordine sacro.
Si può affermare un principio: i frutti dello Spirito sono tutti preziosi ed è auspicabile che si ritrovino tutti in tutti i battezzati. La molteplicità dei carismi, invece, non è mai data ad una sola persona, poiché essi sono variamente distribuiti per l’utilità nella Chiesa e si ripartono nei diversi membri, perché appaia l’armonia e la ricchezza dell’unico corpo di Cristo.
La Pentecoste che celebriamo di nuovo può essere un’occasione propizia per guardarci dentro e riconoscere quale azione di grazia lo Spirito Santo sta suscitando nei nostri cuori e quale rinnovamento di vita ci è chiesto, così che lo Spirito non operi invano. Questo vale per noi e per tutti.
La Madonna, che era con gli Apostoli nel Cenacolo, interceda per noi.

Ricordo che dal 25 giugno al 2 luglio avremo la presenza della statua della Madonna pellegrina di Fatima, un evento importante per la nostra città e per il nostro Decanato.

don Sergio

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