Dall’Ascensione il Vangelo affidato a povere mani

La solennità dell’Ascensione del Signore segna la presa di coscienza dei discepoli che il Cristo non è più presente fisicamente, ma con il suo Spirito e che il messaggio evangelico da diffondere in tutto il mondo è affidato alle loro povere mani.
Quaranta giorni dopo la Pasqua avviene una consegna precisa, un mandato: “Andate in tutto il mondo…”. Ora i discepoli sono pronti, manca solo lo Spirito Santo che, dopo qualche giorno, darà loro il coraggio di affrontare l’esaltante esperienza della missione evangelica.
Gesù si è servito di povera gente, Gesù si serve ancora di uomini e donne che, di fronte al suo messaggio, sono sempre poveri.
Non è così anche per noi? Il Vangelo e le sue esigenze sembrano spesso superarci, eppure Gesù chiede ancora che venga annunciato a tutti, nessuno escluso, perché è il Vangelo della vita, dal quale ciascuno trae le linee guida di ogni scelta umana.
Il Vangelo, affidato a povere mani affinché venga annunciato, deve raggiungere povere mani che lo sappiano accogliere. Infatti, le mani già piene di altro, non lasciano spazio perché il Vangelo trovi posto.
Beati i poveri, recita la prima beatitudine, di essi è il Regno dei cieli iniziato da Gesù.
Nella solennità dell’Ascensione siamo invitati a riconoscere il tesoro prezioso lasciato in eredità da Gesù: il suo Vangelo che, unito allo Spirito Santo, donato nel giorno di Pentecoste, rendono la nostra vita carica di grazia e degna di essere vissuta.
Quest’anno celebriamo l’Ascensione alla fine del mese di maggio, mese dedicato alla devozione di Maria e pronti a iniziare il mese di giugno, che vedrà nella sua ultima settimana la presenza in mezzo a noi della statua della Madonna pellegrina di Fatima, nel centenario della sua apparizione ai tre pastorelli.
Maria, la giovane fanciulla di Nazareth, ha aperto le proprie mani a Dio ed ha accolto i doni straordinari che Egli le ha voluto offrire, ricoprendola del suo Spirito e facendola diventare Madre del suo Figlio Gesù.
Povere mani, quelle di Maria, che sono state arricchite dalla grandezza dell’amore divino.
Guardando Maria, siamo invitati ad imitarla, così che la pienezza dell’amore possa riempire la nostra vita.
Inoltre, essendo noi nella novena di Pentecoste, forte nasce l’esigenza di invocare lo Spirito Santo, capace di darci freschezza e vigore nel cammino cristiano che ognuno sta compiendo.
Gesù ha inviato i suoi nel mondo perché tutti gli uomini fossero raggiunti dal suo messaggio di salvezza e perché tutti si sentissero amati come figli da un unico Dio che è Padre. La fraternità universale, che può sembrare un’utopia, è invece una grande possibilità offerta, che va realizzata.
Maria preghi e interceda per noi, come fece nel Cenacolo.

don Sergio

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