Gesù, confido in Te

Nella seconda domenica di Pasqua, la Parola di Dio ci presenta Gesù risorto, che appare ai suoi discepoli mostrando loro le mani e il costato e salutandoli così: “Pace a voi”. Nell’episodio evangelico emerge anche la figura di Tommaso, non presente la sera di Pasqua, il quale non credette alla testimonianza dei suoi amici.
Otto giorni dopo, lo stesso Gesù, apparendo di nuovo ai discepoli e a Tommaso che era con loro, li salutò con l’augurio di pace e poi disse a Tommaso di guardare le sue mani e di mettere la mano nel suo costato. Per Tommaso era il segno evidente che quell’uomo non era un fantasma, ma il Maestro risorto, di fronte al quale egli esclamò: “Mio Signore e mio Dio”.
Il fianco squarciato dalla lancia, da cui è sgorgato sangue ed acqua, è il segno che quel Gesù non è un fantasma, ma Lui risorto, vivo in mezzo a loro con tutta la carica di amore che non si è esaurita, ma che continua nel tempo ad effondere grazie su grazie.
La fonte d’amore che sgorga dal costato di Gesù raggiunge anche noi oggi, lo affermano le rivelazioni fatte da Gesù a S. Faustina Kowalska, una suora polacca nata il 25 agosto 1905 e morta il 5 ottobre 1938.
Il Signore Gesù promise che avrebbe riversato un intero mare di grazie sulle anime che si fossero avvicinate alla sorgente della Misericordia.
Sempre partendo da queste rivelazioni, Giovanni Paolo II aveva voluto che la domenica dopo Pasqua fosse dichiarata domenica della Divina Misericordia, ricordando che “l’umanità intera ha bisogno del messaggio sulla misericordia di Dio. Ne ha bisogno il mondo di oggi. Il messaggio della misericordia di Dio è, al tempo stesso, un forte richiamo ad una fiducia più viva. ‘Gesù, confido in te’. E’ difficile trovare parole più eloquenti di quelle trasmesse da Suor Faustina”.
La festa, celebrata nel tempo pasquale, sottolinea la stressa unione che esiste tra il mistero pasquale della Salvezza e la festa.
E’ un giorno di grazia per tutti gli uomini, poiché Cristo ha legato a questa festa grandi promesse, di cui la più grande si riferisce alla Santa Comunione, ricevendo la quale si ottiene la remissione totale dei peccati e delle pene temporali, cioè si riceve la stessa grazia del Battesimo. A S. Faustina Gesù disse: “l’anima che si accosta alla confessione e alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto”.
L’immagine di Gesù misericordioso, avuta in visione da S. Faustina, rappresenta Cristo crocifisso e risorto. Caratteristici di questa immagine sono i due raggi: uno rosso e l’altro bianco. “Rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime”.
Il culto dell’immagine di Gesù Misericordioso consiste nella preghiera fiduciosa unita ad atti di misericordia nei confronti del prossimo, infatti non si può staccare l’amore per Dio dall’amore per il prossimo. Anzi è proprio a partire dall’amore di Dio per noi, che si è rivelato in Gesù, che noi siamo sollecitati ad essere misericordiosi nei confronti dei nostri fratelli.
Giovanni Paolo II, a Cracovia nell’agosto del 2002 ci ha dato un’idea di come dobbiamo essere misericordiosi oggi: “C’è bisogno di questo sguardo d’amore per accorgersi del fratello accanto a noi, che con la perdita del lavoro, della casa, della possibilità di mantenere degnamente la famiglia e dare istruzioni ai figli, sperimenta un senso di abbandono, smarrimento e sfiducia. C’è bisogno della fantasia della carità per poter aiutare un bambino trascurato materialmente e spiritualmente; per non volgere le spalle al ragazzo o alla ragazza irretiti nel mondo delle varie dipendenze o del crimine; per portare consiglio, consolazione, sostegno spirituale e morale a chi intraprende un combattimento interiore con il male. Non manchi la fantasia dove un bisognoso supplica: “Dacci oggi il pane quotidiano”. Grazie all’amore fraterno non manchi mai questo pane. Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia (Mt 5.7).
Con S. Faustina vogliamo anche noi imparare a dire “Gesù, confido in Te”.

don Sergio

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