La croce di Gesù, unica strada verso una vita nuova

Con la domenica delle Palme entriamo nella Settimana Santa, la più importante dell’Anno liturgico, che ci porterà a celebrare con gioia la Pasqua del Signore.
Gesù ha preparato lentamente e con pazienza i suoi discepoli a ciò che gli sarebbe accaduto a Gerusalemme; li ha invitati a seguirlo sulla via della Croce, anche se immediatamente non capivano pienamente ciò che Egli volesse dire. Una cosa è certa: i discepoli erano attratti da Gesù, dalle sue parole e dai suoi gesti, perché intuivano che la posta in gioco era grande.
Era necessario che essi vivessero l’esperienza di quella vita donata completamente per amore, in fedeltà alla volontà del Padre.
Gesù, nonostante sapesse ciò che gli stava per accadere, è andato avanti sino alla fine, perché solo in quel modo si sarebbe compiuta la sua missione.
Tutto questo ci stupisce e ci incoraggia a prendere sul serio la nostra vita, giocandola in tutto e per tutto per quegli ideali che, proprio alla luce della Parola di Dio, sono posti davanti a noi, costi quello che costi.
Per questo motivo mi sembra bello partecipare ai riti della Settimana Santa, per rivivere e rendere attuale la vicenda di Gesù, lasciandoci coinvolgere da essa, così come hanno fatto i primi discepoli con le paure, le angosce, i dubbi, le nostre frequenti infedeltà, ma anche con quei moti profondi del cuore che, non solo commuovono, ma invitano ad essere ripetuti nella nostra quotidianità.
Entrare con Gesù a Gerusalemme può essere di nuovo, per ciascuno di noi, il motivo per lasciarsi amare da Lui e per lasciarsi provocare dal suo dono totale a rivedere in quale modo noi siamo pronti a spenderci per gli altri, cominciando da coloro che ci sono più vicini e che attendono da noi sguardi, gesti, parole di compassione, di conforto, di condivisione, nello stile della gratuità propria di Gesù.
Questa è la missione della Chiesa nella storia di tutti i tempi, che rende presente l’azione di Cristo, il quale non smette di amare e di salvare l’umanità, attraverso una passione che continua e che ha come sbocco la Pasqua.
In modo particolare vorremmo essere vicini in questa domenica delle Palme a tutti i giovani, che quest’anno celebrano la Giornata Mondiale della Gioventù in ogni parrocchia, in cammino verso la grande GMG del 2019 che si svolgerà a Panama.
Sarebbe bello che i giovani entrassero nella Settimana Santa con la voglia di lasciarsi guidare da Gesù e con lo stile di Maria, così come Papa Francesco ha indicato nel messaggio inviato loro: “Quando Dio tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi diventano capaci di azioni veramente grandiose. Le ‘grandi cose’ che l’Onnipotente ha fatto nell’esistenza di Maria ci parlano anche del nostro viaggio nella vita, che non è un vagabondare senza senso, ma un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, può trovare in Dio la sua pienezza (cfr Angelus 15/08/2015). Mi direte: ‘Padre, ma io sono molto limitato, sono peccatore, cosa posso fare?’. Quando il Signore ci chiama, non si ferma a ciò che siamo o a ciò che abbiamo fatto. Al contrario, nel momento in cui ci chiama, Egli sta guardando tutto quello che potremmo fare, tutto l’amore che siamo capaci di sprigionare. Come la giovane Maria, potete far sì che la vostra vita diventi strumento per migliorare il mondo. Gesù vi chiama a lasciare la vostra impronta nella vita, un’impronta che segni la storia, la vostra storia e la storia di tanti (cfr Discorso nella Veglia, Cracovia, 30/07/2016).”
Incamminiamoci così tutti dietro Gesù in questa Settimana Santa, con uno sguardo di speranza, perché al termine c’è la Pasqua e questa non si può più cancellare.

don Sergio

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