Vedere con gli occhi di Gesù

Sto scrivendo queste riflessioni nei giorni che precedono la visita di Papa Francesco alla Nostra Diocesi di Milano. Spero proprio che la parola del Santo Padre possa confermarci tutti nella fede nel Signore Gesù e ci illumini sulle vie da percorrere per essere testimoni autentici del Vangelo.
Il miracolo della guarigione del cieco nato da parte di Gesù catalizza la nostra riflessione in questa quarta domenica di quaresima nel rito ambrosiano.
L’episodio citato, che si trova nel Vangelo di Giovanni, è da leggere, come tutti i miracoli narrati dall’evangelista, con grande attenzione, perché carico di significati profondi.
Vorrei indicarvene uno che mi sembra importante per la nostra vita di fede: il cieco guarito diventa per noi un invito a chiedere a Gesù la capacità di guardare la vita con gli occhi illuminati dalla sua luce per non smarrire il significato vero delle cose che ci circondano.
Spesso la cecità del cuore ci impedisce di guardare la vita con obiettività, così che rischiamo di essere turbati per non aver trovato il senso delle cose.
L’itinerario compiuto da quell’uomo cieco, lo ha portato a compiere la professione di fede in Gesù: credo, Signore!
E’ l’affermazione che tutti noi vorremmo pronunciare sempre, eppure ci sono dei freni che talvolta ci impediscono di essere così determinati.
Sono i dubbi legati alla non conoscenza della Parola di Dio o a situazioni contingenti che oscurano la mente facendoci dire che Dio non esiste o ci ha abbandonato.
E’ questa una situazione di buio che può diventare drammatica, se non ci si lascia invadere dala luce di Cristo, lasciando il cuore inquieto e senza pace.
Eppure, attraverso la grazia del Battesimo Gesù è già in noi, ci è già venuto incontro e chiede a noi di accoglierlo nel nostro cuore.
Il buio è un tormento, ce lo ricorda Sant’Agostino nelle sue Confessioni, dopo essere giunto alla fede: “Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e io non ero con te. Mi chiamasti e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza e respirai e anelo verso di te”.
In queste settimane di Quaresima, mentre contempliamo il Crocifisso, siamo invitati a guardare Gesù negli occhi, per imparare da Lui lo sguardo dell’amore e del perdono che abbraccia tutto il mondo, senza riserva, senza limiti.
“Voi siete la luce del mondo”, ci dice Gesù all’inizio del discorso della montagna, convinto che non solo i nostri occhi, ma tutta la nostra vita può illuminare ciò che ci circonda delineandone i contorni e i veri significati. Solo così, niente diventa incomprensibile, ma tutto può essere letto con gli occhi di Gesù, sia il bene che il male riattivando lo stile della speranza, riconducibile ad una salvezza che proprio il Crocifisso ci dona.
A più della metà della Quaresima è necessario ritrovare la luce negli occhi del cuore per prepararci ad accogliere lo splendore della Pasqua, novità di una vita donata a tutti coloro che sanno dire: “Credo, Signore!”.

don Sergio

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