Una sorgente inesauribile

Quando inizia la Quaresima mi prende sempre un grande desiderio di rinnovamento interiore. Sento, infatti, come uomo e come cristiano, l’urgenza di aderire sempre meglio alle esigenze del Vangelo, le quali non sono altro che una proposta autentica di vita.
Colgo, dunque, nel tempo quaresimale un’occasione favorevole per accostarmi alla fonte della vita che è Gesù con la sua parola e la sua vita interamente donata agli uomini.
Illuminante, nel nostro rito ambrosiano, è la pagina dell’incontro di Gesù con la Samaritana, che la liturgia ci offre sempre la seconda domenica di Quaresima.
Quel “se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: ‘dammi da bere’, tu stessa gliene avresti chiesto e ti avrebbe dato acqua viva” rivolto da Gesù alla donna presso il pozzo mmi ha sempe impressionato fin da quando ero giovane.
So che il dono di Dio è Gesù, la sua grazia, il suo amore, che è riflesso dell’amore di Dio. Come posso fare a meno di tale dono?
Egli è davvero la vita per me e non solo perché sono prete, ma, innanzitutto, perché sono uomo, in cammino verso la santità, con tanti ostacoli che si pongono frammezzo.
Le mie imperfezioni, le mie fragilità, la mia sete di felicità mi spingono a ricercare la sorgente inesauribile che è Gesù.
Ne sono certo: più mi accosto a Gesù e più mi rendo conto che la mia vita acquista significato e valore, quasi come una continua rigenerazione.
Devo accorgermi che Gesù è al pozzo presso il quale vado ad attingere acqua per soddisfare le mie continue seti. Lì mi aspetta, come ha fatto con la Samaritana, e mi interpella fino a farmi comprendere chi sono realmente e che cosa serve alla mia vita.
Mentre faccio queste mie riflessioni penso a tanti che come me ricercano e sono assetati, molti li incontro personalmente nel mio ministero sacerdotale o in incontri occasionali.
A tutti vorrei dire di non fuggire dall’incontro con Gesù, perché non può mai fare male, anzi, è la via autentica al bene. Eppure constato che spesso c’è un rifiuto nei confronti delle proposte di incontro con Gesù, quasi fossero una perdita di tempo o uno sminuire la propria dignità. Le pagine del Vangelo ci raccontano di come Gesù era attento all’uomo e alle sue esigenze venendogli incontro, entrando in relazione con lui in maniera straordinaria, facendo sentire il grande amore di Dio, che da Lui traspariva.
Emblematica è l’esperienza della Samaritana: Gesù si è fatto trovare al pozzo, luogo presso cui la donna normalmente attingeva l’acqua.
La fede è aprire noi stessi a Gesù Cristo. Non c’è fede cristiana se non in riferimento a questa Persona viva, vera, reale, concreta, sperimentabile, che è Gesù Cristo.
Nessuno respinga l’invito di Gesù e apra il proprio cuore a Colui che più di ogni altro sa amare e sa insegnarci ad amare.

don Sergio

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