Certezza della misericordia

Iniziamo, con questa domenica, il tempo di Quaresima, che è un cammino di quaranta giorni in vista della Pasqua. Come ogni tempo liturgico, la Quaresima vuole aiutarci a riconoscere la forza che proviene dall’incontro con Cristo, il quale, con la sua Parola e i suoi gesti, sollecita ad una revisione la nostra vita di fede.
In modo particolare, la Quaresima diventa per il credente un autentico cammino di conversione, che nasce dalla consapevolezza di avere un Dio misericordioso, che si è fatto vicino a noi e alla nostra situazione di fragilità e di debolezza, nella croce del suo Figlio Gesù.
Ma badiamo bene, non è solo condivisione, bensì intervento misericordioso di Dio, che ci permette di ritrovare la fortezza e la sicurezza di una vita, che da soli non possiamo conquistare.
A noi è chiesto di accogliere tale amore compiendo un cammino di autentica conversione, accompagnato da uno stile di vita, che Gesù ci ha insegnato nei suoi quaranta giorni trascorsi nel deserto, prima di iniziare la sua vita pubblica, e che il Vangelo di questa prima domenica di Quaresima ci presenta.
E’ uno stile di vita caratterizzato dalla sobrietà, dalla preghiera e dall’elemosina, stile da vivere personalmente, ma anche nelle nostre famiglie.
– La sobrietà equivale al tradizionale digiuno, che ci impegna ad usare i beni che possediamo con attenzione, evitando lo spreco, rinunciando a ciò che è inutile e non serve, godendo dell’essenzialità, che ci evita il desiderio spasmodico delle cose o un possesso di esse, che arriva ad angosciarci.
– La preghiera, come dialogo con Dio che si comunica a noi con la Parola di verità, che è il suo Figlio Gesù, luce che guida i nostri passi e li orienta verso il bene e il bello. Il deserto, nel quale è vissuto Gesù, ci fa comprendere che l’ascolto della Parola di Dio è possibile solo se il nostro cuore vive l’esperienza del silenzio, allontanando rumori e distrazioni che rischiano di riempire gli spazi della nostra anima, impedendole di aprirsi a Dio.
– L’elemosina nasce dalla sobrietà, la quale ci apre alla solidarietà con i fratelli, dando meno spazio al nostro io, al nostro tempo e alle nostre cose, riconoscendo invece i bisogni di chi sta attorno a noi.
Curare il nostro stile di vita significa voler bene a se stessi lasciando che il Signore agisca con la sua grazia, offerta a noi dal giorno del Battesimo.
A noi spetta il compito di lasciarci condurre con docilità e lasciarci trasformare per diventare a nostra volta segni del suo amore e della sua misericordia.
Opportunità, per favorire questa trasformazione – conversione, ci vengono offerte dalle molteplici proposte che la Parrocchia, il decanato e la diocesi propongono in questo periodo forte dell’Anno liturgico.
Senza dubbio la parola di Dio è una luce forte che illumina il nostro cammino e lo guida sulle vie del Signore. In questa domenica verrà consegnato a tutti i partecipanti alla celebrazione eucaristica una copia del Vangelo di Marco, come invito non solo a leggerlo, bensì a meditarlo come un progetto cristiano di vita per ciascuno.
Auguro a tutti di compiere questo cammino quaresimale con uno spirito di ottimismo, poiché esso ci condurrà alla gioia della Pasqua, che è la festa della nostra vita ritrovata.

don Sergio

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