Tutti figli prediletti

Dopo la domenica della “divina clemenza” celebriamo oggi quella del “perdono”, preparandoci in tal modo ad entrare, fra una settimana, nel tempo penitenziale della Quaresima.
L’invito che ci viene dalla liturgia della Parola di questa domenica è quello di ritornare a Dio, per rigustarne l’amore che nessun altro può dare in così larga misura e gratuitamente.
Ci sono due immagini che ci fanno riflettere: il popolo d’Israele, visto come la sposa infedele, e il figliol prodigo.
La prima ci è presentata dal profeta Osea mentre Israele pensa tra sé: “Seguirò i miei amanti, che mi danno il pane e la mia acqua, la mia lana, il mio lino, il mio olio e le mie bevande”. Qui la felicità, data dalle cose materiali, sembra ottenuta facilmente, ma è un inseguire qualcosa che non appaga mai, qualcosa che trova ostacoli, che non riesce a colmare i desideri profondi del cuore, tanto da far dire ad Israele, la sposa infedele del Signore: “ritornerò al mio marito di prima, perché stavo meglio di adesso”. Teniamo presente che il marito è Dio, il quale ridà tutto ciò che il popolo aveva perduto affidandosi agli idoli.
La seconda, presentataci dalla famosa parabola evangelica, rivive un po’ l’esperienza del popolo d’Israele, nella singolarità di un figlio che, non apprezzando l’amore e le attenzioni premurose del padre, se ne va chiedendo la propria parte di eredità, in ricerca di cose nuove, ma sperpera tutto, ritrovandosi povero e deluso. Il pensiero di ciò che aveva nella casa del Padre lo fa ravvedere e ritornare verso colui che, da lontano, attende per riabbracciarlo. E’ una scena splendida e commovente, che ci parla della paternità misericordiosa di Dio, il quale non si arrende alla fuga del figlio e lo attende accogliendolo festosamente quando egli ritorna.
Siamo di fronte a due pagine bibliche meravigliose, che narrano storie non fantasiose, ma cariche di concretezza, vicine al vissuto di tanti uomini e donne del nostro tempo. Penso che ciascuno di noi si senta coinvolto da queste narrazioni, avendo sperimentato personalmente, o poco o tanto, le stesse vicende nel rapporto con Dio.
Mi sembra importante, avvicinandoci alla Quaresima, guardare dentro di noi, identificando quali cammini compiere per una rinnovata conversione, così da rinsaldare e ringiovanire il nostro rapporto con Dio, che non smette di amarci come Padre premuroso e ricco di misericordia.
Preparare il tempo quaresimale equivale a partire subito, con la prossima domenica, con il piede giusto e con il cuore carico di desiderio di ritrovare la gioia di stare vicini al Signore, fedeli alla sua Parola e ai suoi insegnamenti.

don Sergio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...