Eucaristia per la vita quotidiana

Continuando nella presentazione dei diversi modi in cui si è presentato Gesù agli uomini, la liturgia ambrosiana ci fa meditare questa domenica sul miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.
E’ un fatto del Vangelo che abbiamo ascoltato molte volte, ma che chiede sempre di essere ripreso in considerazione per comprendere meglio l’attenzione di Gesù nei confronti dell’umanità e per rimetterci in gioco come discepoli di Gesù, che vogliono seguire le sue orme.
In questo miracolo possiamo notare la carità profonda di Gesù, il quale non vuole congedare frettolosamente la folla accorsa per ascoltarlo e per essere da lui guarita, ma chiede ai discepoli un gesto di condivisione: “Voi stessi date loro da mangiare”.
Conosciamo tutti la loro risposta: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci”. Quasi un rassegnato arrendersi alla pochezza delle risorse di fronte al bisogno enorme: “c’erano infatti circa cinquemila uomini”. Comprensibile umanamente l’atteggiamento dei discepoli, ma Gesù chiede un coraggio e una fede che superano l’umano abbandonandosi all’amore e alla generosità che sono proprie di chi si abbandona in Dio Padre: “Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di esse la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla”.
Il coinvolgimento del Padre, da parte di Gesù, è evidente e lo è anche quello dei discepoli, facendo diventare il miracolo il risultato di una circolazione di amore: dal Padre, in Gesù, attraverso i discepoli verso i poveri.
Questo modo di procedere di Gesù continua nel tempo e trova un segno evidentissimo nell’Eucaristia che celebriamo, dove il Corpo e il Sangue di Cristo, donati ripetutamente sull’altare, diventano vita per noi, chiamati a condividerla con altri nella dimensione della quotidianità.
Nell’esortazione apostolica “Sacramentum caritatis” Benedetto XVI avvertiva la necessità di insistere sull’efficacia dell’Eucaristia per la vita quotidiana: “In quanto coinvolge la realtà umana del credente nella sua concretezza quotidiana, l’Eucaristia rende possibile, giorno dopo giorno, la progressiva trasfigurazione dell’uomo chiamato per grazia ad essere immagine del Figlio di Dio. Non c’è nulla di autenticamente umano – pensieri ed affetti, parole ed opere – che non trovi nel sacramento dell’Eucaristia la forma adeguata per essere vissuta in pienezza” (n. 71).
Queste parole potrebbero aiutarci a vivere con maggiore attenzione l’Eucaristia domenicale, sentendola come indispensabile per dare significato maggiore ai nostri gesti e alle nostre parole.

don Sergio

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