Lieti nel Signore

La speranza cristiana, più volte richiamata nel tempo di Avvento, si concretizza questa domenica con la celebrazione della Divina Maternità di Maria, che accoglie in sé l’Incarnazione del Verbo.
La liturgia ambrosiana prepara, così, la festa del Natale, contemplando il mistero dell’Annunciazione, nel quale Maria accetta di diventare la Madre del Signore.
Il suo “sì” è fondamentale per la storia della salvezza, perché è l’inizio di tanti “sì” che l’uomo è chiamato a dire al Signore e, dunque, anche i nostri, a volte faticosi e sofferti.
Ma il risultato di questa obbedienza al Signore è gioia, in quanto Egli ci domanda solo cose che possano servire al bene nostro e di tutti gli uomini.
Tutta la storia che precede l’Incarnazione è stata vissuta nell’ascolto della Parola di Dio, che sempre ha promesso di essere fedele al suo popolo e di venire un giorno ad incontrarlo per svelare il mistero del suo amore.
In Gesù tutto ciò si è compiuto in modo mirabile, tanto da suscitare una gioia contagiosa, visibile da tutti gli uomini. S. Paolo, scrivendo ai Filippesi, ce lo ricorda: “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti”. L’Apostolo delle genti è preoccupato di questa visibilità gioiosa, che deve manifestarsi, secondo le sue parole, nell’amabilità dei rapporti umani, poiché da essa dipende la buona testimonianza e la conquista dei cuori a Lui.
Noi cristiani abbiamo un’opera splendida da svolgere, che consiste nel costruire relazioni di vera fraternità, cariche di accoglienza benevola verso tutti, anche verso coloro che, a volte, ci stanno antipatici o non sono immediatamente in sintonia con i nostri modi di pensare.
L’amabilità, di cui ci parla Paolo, è uno stile da perseguire, lottando contro le nostre impulsività e istintività soggettive, che ci impediscono di fare trasparire il volto del Dio amore.
Riconoscere che il Signore viene, ci è vicino e si incarna nella nostra storia suscita una grande serenità, perché ci rassicura di non essere da soli ad affrontare le diverse vicende dell’esistenza.
Vale la pena, dunque, di vivere questi giorni di attesa del Natale con uno spirito di fede profonda, così come l’hanno vissuta Maria e Giuseppe. Viviamola nelle nostre case, sicuri che la rinnovata presenza di Gesù potrà giovare al bene delle nostre famiglie e delle buone relazioni che è necessario esistano in esse.

don Sergio

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