Un banchetto universale

La celebrazione della solennità di Tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i Defunti, che nei prossimi giorni vivremo, sono sempre motivo di riflessione sul senso della nostra vita e sul futuro della storia e del mondo. La Parola di Dio ci viene in aiuto, perché rivela il grande progetto di salvezza che, nell’Antico Testamento, è stato preannunciato dai profeti e che, in modo definitivo, il Signore Gesù ha reso visibile nel suo dono d’amore.
Questa domenica, la liturgia apertamente ha svelato che la salvezza è universale, riguardando tutti i popoli della terra, verso i quali il Signore si rende vicino e provvidente, superando ogni barriera di razza, popolo, lingua, di condizione sociale ed economica.
L’immagine del banchetto nel profeta Isaia, ripresa dalla parabola della festa di nozze nel Vangelo di Matteo, suscita una gioia immensa ed apre alla speranza di un superamento della condizione di miseria e di sofferenza presente in tanti ambiti della società.
Nello stesso tempo, tale immagine permette di guardare all’esistenza in un orizzonte più ampio rispetto a quello ristretto della vita terrena, in quanto apre la prospettiva del Paradiso, di un mondo rinnovato e definitivo, dove la tristezza e la morte saranno eliminate per sempre.
La celebrazione dei Santi ci parla di beatitudine e, infatti, questa è la bellezza di chi si lascia trasformare dal Signore e di chi accoglie il suo amore e la sua misericordia.
Abbiamo tutti bisogno di questa iniezione di fiducia e speranza, poiché spesso vediamo la nostra società appesantita da situazioni di tristezza e angoscia, per tanti motivi, ma anche segnata da un pessimismo esasperato nei confronti del futuro.
La festa delle nozze, della parabola evangelica, parla di Gesù nel suo sposalizio con la Chiesa, con l’umanità rinnovata dal suo dono d’amore. E questa è una festa senza fine, perché ormai Gesù ha dato tutto se stesso, in maniera definitiva; a noi è chiesto di aderirvi per potere gustare e condividere la sua gioia.
Il rischio dell’uomo di oggi è quello di desiderare una gioia piena, ma poi rifiutarla perché è immerso in tante cose, come gli invitati a nozze della parabola, che hanno addotto mille scuse e si sono trovati fuori dalla sala del banchetto.
Pensiamo a quanti rifiuti noi facciamo agli inviti del Signore, presi dalle molte faccende quotidiane, così che non abbiamo tempo per pregare, per meditare la Parola di Dio, per partecipare alla S. Messa domenicale.
In tal modo si rimane talmente presi nelle preoccupazioni quotidiane da non accorgersi di ciò che il Signore, invece, prepara per noi.
Vi invito a prendere sul serio gli inviti del Signore per essere carichi della gioia cristiana e per poterne diventare testimoni.

don Sergio

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