Accoglienza e ospitalità

Il prossimo 14 ottobre alle ore 21.00 sarà presente il nostro Arcivescovo per la visita Pastorale decanale. Sarà un’occasione propizia per riflettere con lui sul cammino della nostra Chiesa dentro questo mondo, ma in modo particolare dentro il nostro territorio luinese.
Quale Chiesa vogliamo essere? Quali sfide ci vengono poste dalla nostra società attuale e come affrontarle alla luce del Vangelo?
La liturgia domenicale è sempre un’opportunità grande per lasciarci coinvolgere dall’insegnamento del Signore.
Infatti, la Parola di Dio, in queste domeniche, ci fa compiere dei veri e propri esami di coscienza, perché ci interpella sulla concretezza della vita quotidiana, specialmente nel campo delle relazioni.
Il tema di questa domenica è quello dell’accoglienza e dell’ospitalità, uno stile di vita che già troviamo in pagine molto belle dell’Antico Testamento, di cui una ci viene proposta in questa domenica ed è tratta dal primo libro dei Re.
Chi offre ospitalità al profeta Elia è una vedova di Sarepta di Sidone, la quale dà al profeta l’ultimo pugno di farina e le ultime gocce d’olio, in un periodo di grande carestia.
Questo gesto darà a lei e al figlio la possibilità di avere sempre la giara e l’orcio mai vuoti.
Anche Gesù ci invita a non rifiutare nemmeno un bicchiere d’acqua a chi ne ha bisogno, perché qeusto sarà ricordato nel giorno del giudizio: “Ogni volta che avrete fatto questo, l’avrete fatto a me”.
Ospitalità e accoglienza diventano così le occasioni per incontrare il Signore Gesù nel volto dei fratelli.
In un tempo come il nostro in cui l’individualismo rischia di diventare lo stile di vita di molti, la Parola di Dio ci interpella e ci provoca ad assumere un atteggiamento di apertura e di accoglienza, certi che la provvidenza del Signore è grande.
Però questo richiede una grande fiducia in Dio e una carità che ci viene data solo dall’incontro con Lui nella Parola e nell’Eucaristia.
Il mese di ottobre ci invita ad aprire il cuore ai bisogni di tanti fratelli e sorelle sparsi nel mondo e che l’azione dei missionari soccorre quotidianamente.
E’ un bisogno del pane del Vangelo e del pane materiale, perché non si smarrisca la dignità di nessuna persona, la cui cura è la preoccupazione alla quale spinge Gesù.
Vangelo e pane quotidiano è la fame anche di tante persone che stanno vicino a noi e che forse non riusciamo a percepire, pensando che questo problema sia solo di coloro che vivono in altre parti del mondo.
Io posso affermare che queste esigenze mi vengono espresse ogni giorno attraverso l’incontro di molte persone che si rivolgono alla Caritas o anche suonando il campanello della Casa Parrocchiale, con esigenze che non sempre si riescono a soddisfare completamente.
A volte mi chiedo se ho una fede sufficiente per affidarmi al Dio provvidente e poi devo rispondere che ho bisogno di rafforzarmi in essa per non cadere nella rassegnazione di chi si arrende di fronte alle difficoltà. La vedova di Sarepta è una figura stupenda di fiducia illimitata in Dio, così come lo è Gesù, che nella sua umanità di figlio sa rivolgersi al Padre ringraziandolo prima ancora di compiere un miracolo (vedi moltiplicazione dei pani).
Maria, regina del S. Rosario, che invochiamo in questo mese di ottobre, ci apra alla fiducia e alla speranza, nello slancio di generosità, così come ha fatto lei andando dalla cugina Elisabetta e accettando di essere la madre di tutti i viventi.

don Sergio

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