Annunciatori di misericordia

La missione della Chiesa consiste nell’annunciare a tutti gli uomini che Dio è Padre e noi siamo suoi figli amati e salvati, così come ci ha insegnato Gesù. Tale missione, dopo duemila anni di cristianesimo, non è ancora terminata, anzi, sembra si debba accelerare il passo perché miliardi di uomini e donne non hanno ancora conosciuto il Dio di Gesù Cristo.
Il mese di ottobre ci invita a riscoprire l’anima missionaria della Chiesa, che impegna ogni cristiano a farsi testimone del Vangelo in ogni ambiente in cui è chiamato a vivere.
Ma che cosa dobbiamo testimoniare? Essenzialmente l’amore gratuito di Dio, attraverso le nostre parole e le nostre opere, secondo l’insegnamento di Gesù.
La pagina del Vangelo di Luca, della liturgia di questa domenica, è particolarmente esigente, in quanto chiede a ciascuno di noi lo sforzo di superare sentimenti di orgoglio e di rivalsa arrivando a vivere un amore e una misericordia autentici, che hanno come parametro i modi di Dio.
“Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male”
E’ davvero sconvolgente quello che ci comanda Gesù, eppure solo con questo stile di comportamento è possibile realizzare la civiltà dell’amore e realizzarci come figli di Dio, portando nel mondo la novità del messaggio evangelico, rispetto a qualsiasi altro pensiero.
In questa stessa pagina evangelica è contenuta la cosiddetta “Regola d’oro” del nostro agire evangelico: “Come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro”. E poiché nessuno vuole per sé il male, va di conseguenza che si agisca bene con il proprio prossimo.
Detto così sembra tanto semplice, poi, invece, dobbiamo combattere continuamente con il nostro carattere, le nostre impulsività e istintività, che tentano di farci mettere al centro sempre e solo noi.
Sarebbe interessnte interpretare il recente risultato del referendum del Canton Ticino, dove emerge una chiara scelta ideologica, che fa a pugni con la concretezza razionale e con le indicazioni evangeliche. Ma questo pone punti di domanda su certi modi di pensare e di agire riguardo al tema degli immigrati qui in Italia.
In quest’anno giubilare ci sentiamo tutti “inviati nel nome della misericordia”, condividendo l’esperienza di Gesù, il quale ha rivelato la misericordia del Padre per ogni uomo. La sua stessa vita è diventata misericordia per i molti uomini e donne che ha incontrato.
Ci consola il fatto che non sono mancati mai uomini e donne che, su imitazione di Gesù, hanno speso la vita per amore degli altri, carichi di una misericordia straordinaria, diventando per noi incoraggiamento a non tirarci indietro e a farci missionari di misericordia dove il Signore ci chiama a vivere e a realizzare la nostra vocazione personale.
La visita Pastorale del Card. Angelo Scola al nostro Decanato di Luino, che avverrà il prossimo 14 ottobre, ci sprona a ricercare le vie per essere una vera Chiesa missionaria, partendo dal nostro territorio.
Maria, Regina del Santo Rosario, che invochiamo in questo mese di ottobre, ci sostenga nei nostri propositi. 

don Sergio

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