Opere che danno testimonianza

Il Vangelo di questa domenica ci racconta ancora della testimonianza di Giovanni Battista con la quale è stato presentato Gesù alle folle. Ma il brano proposto si conclude con una affermazione di Gesù: “Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato” (Gv 5,35-36).
Queste parole m hanno fatto riflettere circa tutto quello che stiamo vivendo in questo inizio di Anno Pastorale, in cui le parrocchie della nostra Diocesi sono impegnate sia nelle feste patronali come in quelle degli oratori, per dare inizio al nuovo anno.
Mi rendo conto che ci sono molte persone generose, pronte a dare il loro tempo, le loro energie e le loro doti per la riuscita delle diverse attività e, nello stesso tempo, sono spettatore di un grande numero di parrocchiani che vi partecipano, come segno di risposta e apprezzamento di ciò che si compie.
Dentro tutto questo fare e partecipare dovremmo sempre chiederci se tali opere e attività testimoniano il nostro essere cristiani e la volontà di annunciare la novità del Vangelo.
Infatti, le attività che svolgiamo sono l’espressione di una comunità cristiana che:
– ha al centro il Signore e lo prega;
– fa del Vangelo il criterio delle sue scelte;
– ha a cuore la comunione dei suoi membri;
– è attenta ai bisogni di tutti;
– apprezza le doti di ciascuno e corregge fraternamente chi sbaglia o chi ha mancato in qualche cosa senza invidie e gelosie e senza mormorazioni inutili;
– ricerca la verità delle cose andando alla fonte delle situazioni e interpellando innanzitutto i responsabili della Comunità stessa e i responsabili dei diversi gruppi che la compongono, evitando così pettegolezzi e malumori che rischiano di dividere;
– sa gioire delle cose semplici;
– vuole camminare sulle vie della santità.
La prospettiva è bella, ma sappiamo che qualche difetto appartiene a tutti e, dunque, risulta impossibile pensare ad una Comunità cristiana perfetta, perciò è necessario avere pazienza e, comunque, attuare cammini di continua conversione alla luce della Parola di Dio.
Invito me e tutti voi ad iniziare questo anno pastorale con la virtù della speranza, che è tipica del cristiano, il quale sa che il Signore opera con lui e non lo lascia solo se lo si invoca.
Ringrazio di nuovo tutti gli operatori pastorali che con fedeltà ed entusiasmo permettono alla nostra Parrocchia di essere viva e assicuro loro la mia preghiera perché non si scoraggino e sappiano in ogni occasione affrontare il loro servizio con responsabilità.
In questa domenica siamo invitati a pregare per il Seminario ricordando il grande bisogno che abbiamo di sacerdoti, mentre vediamo che tante Parrocchie soffrono per la loro mancanza. E’ necessario interrogarsi su quanto noi facciamo per suscitare nuove vocazioni dalla nostra Parrocchia e su quanto stimiamo il ministero sacerdotale. L’aiuto economico al Seminario è un altro modo per dire quanto la nostra Parrocchia ha a cuore il cammino di giovani in preparazione all’ordinazione sacerdotale.

don Sergio

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