Sotto lo sguardo di Maria

Come ogni anno il nostro Arcivescovo ci ha offerto l’8 settembre, Festa patronale del Duomo di Milano, una lettera pastorale che questa volta ha per titolo: “Maria, speranza e aurora di salvezza del mondo intero”, con la quale egli vuole approfondire e attuare quella dello scorso anno: “Educarsi al pensiero di Cristo”.
Mi piacerebbe che tutti noi iniziassimo il nuovo anno pastorale con la certezza di compiere il cammino sotto lo sguardo paterno e appassionato dell’amore di Dio, sostenuto da quello materno di Maria, la quale dalla più alta guglia del Duomo di Milano veglia sull’intera Diocesi ambrosiana.
In questa luce, sono felice di annunciare che dal 25 giugno al 2 luglio 2017 sarà presente nella nostra Parrocchia la statua della Madonna pellegrina di Fatima, un grande dono nel centenario della apparizione ai tre pastorelli.
Partire con tale certezza è consolante perché non ci fa sentire soli, ma protetti da Dio che ci ama e ci stima affidandoci il grande compito di essere lavoratori nella sua vigna (vedi Vangelo di questa domenica) e nel suo campo, dove il grano cresce insieme alla zizzania (Mt 13, 24-30), due icone del mondo nelle parabole di Gesù.
Campo e vigna sono l’immagine del mondo amato da Dio, verso il quale Egli ha una cura particolarissima (vi invito a meditare la prima lettura di questa domenica, in cui troviamo un’espressione stupenda: “Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?”).
Il massimo dell’attenzione di Dio per questo mondo è stato l’invio del suo Figlio Gesù, attraverso il quale ha donato agli uomini la possibilità di scoprire la sua misericordia e l’atteggiamento di fiducia verso tutti, chiedendo a ciascuno di lavorare per ottenere frutti abbondanti.
Il coinvolgimento umano è un dono prezioso, perché mette in gioco ciascuno, chiamato a rispondere personalmente e liberamente. In questo noi vediamo lo stile di Dio, osservato anche da Gesù, che non obbliga nessuno, ma propone a tutti.
Nel Vangelo di questa domenica vediamo che i due figli della parabola reagiscono in modo diverso all’invito a lavorare nella vigna.
Ciò che colpisce è il figlio che immediatamente rifiuta e poi, pentendosi, ci va. Vediamo in questo episodio l’istinto umano a dire di no alla Parola di io, segno di una presunzione tipica di chi si sente autosufficiente e ribelle di fronte ai consigli paterni.
La conversione, che nasce dalla scoperta di essere amati da Dio, è lo scoglio da affrontare per rimettersi in gioco con tutto se stessi, così da realizzare il suo progetto su di noi e sul mondo e mentre sta per finire l’Anno giubilare della misericordia, conviene approfittarne.
Mentre inizia il nuovo Anno Pastorale si può davvero affermare che il campo in cui lavorare è vasto, tanto da richiedere molti lavoratori appassionati e generosi, piccoli e grandi che siano, nel terreno delle nostre parrocchie e in quello dei luoghi in cui operiamo: scuola, lavoro, vita sociale.
A questo proposito ho un altro annuncio da fare: il nostro parrocchiano Gabriele Ferrari, il prossimo 12 novembre alle ore 10.30 nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, sarà ordinato diacono permanente.
Lo accompagniamo in questa sua preparazione con la stima e con la preghiera.
Rinnovo l’augurio di un buon anno sociale e pastorale a tutti, nella serenità e nella pace. 

don Sergio

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