Maria ci aiuta a riconoscere Gesù

Mi è stato detto che la festa della Beata Vergine del Monte Carmelo è molto cara alla Comunità di Luino ed al territorio circostante e come potrebbe essere diversamente? L’affetto per Maria ci è stato trasmesso da Gesù stesso che l’ha consegnata ad ogni uomo dalla Croce, prima di morire.
L’intimità che ella ha avuto con Gesù è solo intuibile, ma credo che sia stata grandissima e carica di amore reciproco, perché nella sua umiltà ha aperto il suo cuore alla volontà di Dio e si è resa disponibile ad accogliere nel suo grembo quel Figlio divino, che lei non aveva cercato, ma che le era stato dato.
Più volte leggiamo nel Vangelo che Maria meditava nel suo cuore ciò che riguardava Gesù e che non riusciva a comprendere immediatamente. In questo modo ella ci insegna come porci davanti a Gesù: con un cuore aperto e libero alla comprensione.
Infatti, una delle difficoltà che ha incontrato Gesù nella sua vita terrena è stata quella di dimostrare la sua identità di Figlio di Dio, inviato dal Padre per la salvezza di tutti gli uomini.
Gli Ebrei, che attendevano un Messia, discendente della casa di Davide, nutrivano il pensiero di una restaurazione della monarchia davidica, cosa che Gesù non fece, anzi, la sua regalità andava in tutt’altra direzione.
Le dispute affrontate da Gesù con i farisei sono state molteplici ed una di quelle la troviamo nel brano evangelico di questa domenica.
Gesù si era incarnato entrando nella storia attraverso la discendenza di Davide, di cui Giuseppe faceva parte, ma la sua identità più vera era quella di Figlio unigenito del Padre, per cui sarebbe stato chiamato “Signore”.
Questo ci permette di affermare che la nostra salvezza avviene perché è Dio stesso che, in Gesù, ha donato la sua vita perché noi abbiamo la vita.
Riconoscere Gesù nella sua vera identità diventa una necessità, per avere la certezza che, se siamo salvati, lo è per una scelta gratuita d’amore di Dio.
In più, offre a noi la speranza che, di fronte anche alle nostre infedeltà e cocciutaggini, la salvezza è una proposta continuamente ridonata, perché “Dio non può rinnegare se stesso” (2 Tim 2, 13) nella sua fedeltà.
La conferma di ciò è nei diversi interventi che Gesù stesso ha fatto attraverso rivelazioni comunicate ad alcuni cristiani nel corso di questi duemila anni di storia della Chiesa, nelle quali Egli non ha mai mancato di riaffermare il suo amore per l’uomo e i mezzi per poterlo accogliere.
In tutto ciò Maria si è fatta mediatrice di salvezza e uno degli esempi grandi è proprio la Vergine del Monte Carmelo e la sua promessa a San Simone Stock che prevede per chiunque indossi lo scapolare con una vita secondo il Vangelo, l’ingresso in Paradiso il sabato seguente la sua morte.
Affidiamo alla Madonna del Carmine tutti i nostri desideri più buoni. 

don Sergio

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