Guidati da Maria

Ci stiamo preparando alla festa della Beata Vergine del Monte Carmelo mentre continuiamo il cammino liturgico ambrosiano. Lo sguardo su Maria è fondamentale per la nostra fede, perché è lei che ci guida giorno per giorno verso la “Santa Montagna” che è Gesù stesso (così è la preghiera per questa festa).
Chiediamo alla Vergine del Carmelo di aiutarci ad entrare sempre meglio in ascolto della Parola di Dio che guida i passi della nostra vita di Domenica in Domenica.
Mentre leggiamo il Vangelo e restiamo sempre meravigliati della diffidenza e della malafede nei confronti di Gesù, tanto che spesso i suoi avversari cercano di incastrarlo con degli inganni e delle domande trabocchetto. Possiamo dire che Gesù se la cava sempre, nelle risposte, essendo più intelligente dei suoi interlocutori e insieme più leale e veritiero.
Anche la pagina del Vangelo di questa domenica ruota attorno a domande maliziose, di fronte alle quali Gesù reagisce con la sua solita calma e pacatezza, mettendo le cose sul giusto piano. “E’ lecito pagare il tributo a Cesare?” – a questa domanda Egli risponde serenamente: “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.
Come a dire che il cittadino deve fare il proprio dovere, impegnandosi nelle cose del mondo, collaborando all’opera della creazione, per fare della società una rete di relazioni autentiche e il credente, che è anche cittadino, deve essere coerente con la propria fede.
Il Signore Dio, creando il mondo, ha pensato l’uomo come capace di gestire tutte queste “cose buone” e gliele ha affidate, compiendo un forte atto di fiducia.
Così aveva fatto anche in seguito, quando aveva costruito un popolo che lo rappresentasse, il popolo di Israele. La pagina del primo libro di Samuele, che ci propone la liturgia di questa domenica ci rivela come, ad un certo punto, il popolo di Israele si dimenticò di avere Dio come loro capo, come loro re e guida, tanto da andare a chiedere un re che li governasse. Samuele ci rimase tanto male, quasi come fosse un atto di sfiducia nei confronti di Dio che aveva fatto grandi cose per loro.
Dio, comunque, accetta, perché lascia sempre l’uomo libero nelle proprie scelte, ma anche lo avverte delle conseguenze a cui potrebbe andare incontro. 
Gesù, facendosi uomo, accetta di entrare in una storia ben precisa, osservandone le leggi, ma affermando altresì che la signoria di tutto appartiene a Dio. Questo noi non possiamo mai dimenticarlo, per cui ogni scelta umana non può mai prescindere dal fatto che Dio è Signore di tutto e l’uomo ne usufruisce per il suo bene e per il bene dei suoi fratelli, con la responsabilità propria del ruolo e della vocazione di ciascuno.
Oggi si parla continuamente di laicità dello Stato e su questo sarebbe d’accordo anche Gesù, quello che invece stona un po’ è la pretesa di qualcuno di negare la libertà di credere e di agire secondo i precetti di Dio o di vivere affermando valori che sono fondamento del proprio credo.
I cristiani sono cittadini di uno Stato, osservandone le regole, pagando le tasse, anche se ci sono alcuni che per formazione ideologica continuano a pensare che la Chiesa faccia la “furba” o goda dei privilegi che la esentano dal pagare.
Questi “alcuni”, mi fanno compassione, perché vivono di rabbia senza conoscere a fondo come stanno le cose! E di stupidaggini se ne sentono in giro molte, cercando di screditare la chiesa e i cristiani. Non è mai terminata la “malizia” dei Farisei!
Quanto a noi cristiani siamo chiamati ad essere cittadini responsabili del bene comune, portando nella società i valori del Vangelo che non sono mai in contrapposizione con i valori dell’uomo.
Lo sforzo è notevole e abbraccia tutta l’azione educativa nelle nostre parrocchie cominciando dai più piccoli. Non possiamo, infatti, dimenticare l’azione educativa dell’oratorio durante tutto l’anno e, in modo particolare, durante l’oratorio feriale, dove l’impegno di molti porta a realizzare progetti semplici ma efficaci. Un grazie a tutti coloro che, anche quest’anno, si sono resi disponibili per portare avanti quest’opera educativa sociale e cristiana.

Don Sergio

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