Alleanza che insegna

Spesso si sente dire a proposito di contratti o di decisioni da prendere: “Una volta bastava una stretta di mano e tutto era concluso”. Ora invece la stipulazione di contratti richiede pagine e pagine contenenti clausole infinite e spesso incomprensibili.
L’alleanza tra Dio e gli uomini era avvenuta, sul monte Sinai, per mezzo di Mosè e attraverso un sacrificio di sangue di animali.
Era un patto impegnativo che richiedeva fedeltà, al quale il popolo di Israele non è sempre stato capace di tenere fede.
Con l’incarnazione di Gesù, questo patto si è fatto definitivo a costo della vita stessa di Gesù, offerta al Padre una volta per tutte, perché l’alleanza non venisse più cancellata.
Noi sappiamo che questa alleanza nuova e definitiva si rinnova nel tempo attraverso il sacrificio eucaristico, che rende a noi contemporaneo il dono d’amore di Gesù al Padre.
Leggiamo nel Vangelo di questa domenica le ultime parole di Gesù prima di spirare sulla croce: “E’ compiuto”. Per sempre si è realizzato il patto di alleanza tra Dio e gli uomini, voluto da Dio e accolto da Gesù, che rappresenta l’umanità intera bisognosa di salvezza.
Nello stile di Dio è chiaro che ogni sua scelta e ogni suo dono richiedono l’assenso dell’uomo, in nome di quella libertà, tanto cara a Dio, che non vuole costringere nessuno, nemmeno ad accogliere il suo amore.
Per tale motivo l’Eucaristia viene celebrata quotidianamente e, in modo particolare ogni domenica, perché il dono della vita di Cristo al Padre, sacrificio della nuova ed eterna alleanza, ci raggiunga nel nostro oggi e possa ricevere la nostra libera adesione.
Con ciò, il Signore Dio ci offre la sua salvezza e il nostro “Amen” nella celebrazione della S. Messa ne diventa la nostra accoglienza libera e personale.
Comprendiamo, perciò, che non possiamo fare a meno della S. Messa, poiché senza di essa, il sacrificio di Gesù sulla Croce ci sembrerebbe troppo lontano da noi. Invece, rinnovandolo si fa contemporaneo a noi, che sentiamo il bisogno di essere amati e salvati, oggi.
Questo patto di alleanza diventa il paradigma del patto matrimoniale, di un uomo e di una donna che si sposano davanti al Signore. Essi, infatti, sono sacramento, segno del patto di alleanza tra Dio e gli uomini realizzato nel dono d’amore di Gesù. E’ un patto di fedeltà, perché Gesù ama la sua Chiesa sempre, la ama nella sua santità e nel peccato di molti suoi membri.
E’ bello, questa domenica, ricordare alcuni anniversari significativi di matrimonio, perché le coppie che li celebrano riconoscono il bisogno di ringraziare Dio per il cammino di amore fedele compiuto, ma anche il bisogno di chiedere aiuto per mantenersi in tale fedeltà.
La contemplazione dell’amore sponsale di Gesù per la sua Chiesa deve diventare un punto di riferimento per ogni coppia che desidera crescere nella risposta alla vocazione d’amore a cui è chiamata.
L’intercessione dei santi patroni Pietro e Paolo, che hanno sperimentato quanto è grande l’amore di Gesù, nonostante il rinnegamento dell’uno e la persecuzione iniziale dell’altro, ci possono aiutare a riconoscerci sempre più stretti dall’abbraccio fedele di Cristo che ha dato la vita per noi.

don Sergio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...